La versione “ridotta” dei festeggiamenti in onore di San Magno, patrono della città dei papi, è costata ai cittadini quasi 44 mila euro. Lo spettacolo pirotecnico non previsto nel calendario dei festeggiamenti ha creato più di qualche polemica.
Assembramento in piazza Cavour la sera del 19 agosto, nonostante non fosse in cartellone e neanche pubblicizzato, una numerosa folla di è accalcata a guardare i fuochi d’artificio. Non essendo in programma, non c’era ordine pubblico adeguato e non sono stati registrati i contatti in caso di contagio Covid 19. Il movimento politico Cittatrepuntozero con il suo consigliere comunale in opposizione Fernando Fioramonti. “LA FESTA NON è FINITA! Festeggiamenti in onore del Santo Patrono: l’elaboratissimo programma e il suo particolareggiato allegato ci lasciano esterrefatti! Logico che non ci sia stato il tempo di organizzare i dettagli dello spettacolo pirotecnico in piazza Cavour: ore ed ore di duro lavoro per scrivere in totale 8 righe di programma, tra l’altro dimenticandosi completamente di specificare che quest’anno avreste omaggiato anche le periferie del rumoroso spettacolo (poveri cani e poveri proprietari, ignari di quanto stava per accadere)! Serve un evento di cui praticamente nessuno sa nulla? Ci sarà voluto un certo coraggio per stanziare la modica cifra di 43900 euro(!) per una messa (da quando è a pagamento?), per la fiera (ma le noccioline?) e per l’organizzatissima manifestazione pirotecnica a prova di legge. Speriamo ci salvi Mogol: ora c’è tempo sufficiente (e soprattutto volontà) per provare a rispettare due regole del DPCM? Lo conoscete, almeno per sentito dire? Qualche cosa vi sarebbe dovuta arrivare all’orecchio oppure ci sono sempre i social, dove anche la persona più bislacca ed incompetente può improvvisarsi tuttologo, salvatore o profeta…fate voi! Aspettiamo la determina per capire quanto ci sia costato il rischio di un contagio in piazza. Vi consigliamo nel frattempo di farvi un giretto nelle periferie, ché qualche lampione ci poteva scappare con quei soldi! Ci sono zone di Anagni – il Comune non è circoscritto al centro storico – dove l’illuminazione non funziona e la gente passeggia con le torce dei cellulari! Altre in cui, per le buche, puoi organizzare un rally, altre ancora dove, per le perdite idriche, ci potremmo passare le giornate a fare la pesca sportiva (tanto l’acqua costa così poco!), moltissime dove non esiste niente per i giovani, manco due panchine…così li vediamo buttati per strada e magari, storcendo il naso, ci giriamo pure dall’altra parte. Ma che ci fa? L’importante sono i fuochi d’artificio, l’importante sono i like. D’altronde – come si dice ad Anagni – n’se po’ caccià ju sangue da ‘na rapa!” Anna Ammanniti
