Arpino – Immagini suggestive che immortalano il passaggio di Neowise nel “nostro” cielo (foto)

Alessandro Andrelli
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Neowise, C/2020 F3, è la cometa che ci ha incantato in questi ultimi giorni, tenendoci con il naso all’insù a scrutare il cielo, nella speranza di individuarla ed ammirarla.

La cometa è stata scoperta il 27 marzo 2020 dal telescopio spaziale Neowise, dal quale ha ripreso il nome. Il 3 luglio ha raggiunto il perielio, ovvero la minima distanza dal Sole, mentre ieri il corpo celeste è stato più vicino alla Terra. È visibile ad occhio nudo già dai primi giorni di giugno: uno spettacolo della natura che ha reso Neowise la vera protagonista di queste notti d’estate. Si prevede che potrà ancora essere “intercettata” fino a metà agosto, in tutta la sua bellezza, con le sue due code: una principale e più brillante, che si estende per milioni di chilometri, costituita da polveri non molto diverse da quelle che si depositano sui mobili di casa, di colore giallastro perchè riflettono la luce del Sole, e l’altra di colore blu formata da ioni e sodio. L’astro si sta allontanando quindi la sua luminosità si attenuerà fino a diventare invisibile. Ancora pochi giorni, dunque, per sgranare gli occhi e meravigliarsi, guardando in direzione Nordovest, sotto la costellazione del Grande Carro, ovvero dell’Orsa Maggiore. Considerando che l’altezza della cometa sull’orizzonte non sarà mai elevata, gli esperti consigliano di armarsi di un piccolo binocolo oppure il tele della camera fotografica, minimo 200, ed osservarla in luoghi lontani dalle luci dei centri abitati. Neowise risulta essere la cometa più brillante degli ultimi 13 anni; la si potrà osservare di nuovo solo tra 6.683 anni. L’occasione è preziosa non solo per astronomi ed astrofili ma anche reporter, fotografi, fotoamatori e videomaker si stanno dilettando ad immortalare le immagini più suggestive di questo straordinario evento. Gli scatti riportati sono stati realizzati ad Arpino, rispettivamente da Valeriano Antonini che ha “catturato” la cometa nell’incantevole cornice dell’Acropoli di Civitavecchia, dove si distingue la chiesa di San Vito; il secondo é di Ugo Rea dal piazzale della Madonna Addolorata, alle spalle del monumento dedicato agli emigranti, che sembra quasi salutare Neowise; gli ultimi due sono di Mirko Dell’Unto, nel cielo arpinate ed in un fascinoso panorama che comprende anche una discreta mezzaluna che sfiora le montagne. Sara Pacitto (Grazie agli autori delle foto per averci autorizzato la pubblicazione)
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