EDITORIALE Alatri – Reparto Rianimazione, successo o sconfitta?

Andrea Tagliaferri
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A seconda di chi commenta la novità annunciata dalla Asl l’evento assume un significato diverso. La maggioranza esulta per l’arrivo della “vera Rianimazione”, le opposizioni per la perdita di posti letto. Chi ha ragione?

A dirlo sarà solo il tempo come sempre. Speriamo solamente che per il San Benedetto questa novità non sia il segno di un impoverimento bensì di un consolidamento. La asl, infatti, ha annunciato che dal 13 luglio prossimo il reparto di Terapia Sub-intensiva chiuderà per un mese e mezzo per far spazio alla ditta che eseguirà i lavori per l’adeguamento dei due posti letto definitivamente assegnati ad Alatri come Terapia Intensiva-Rianimazione. Ad oggi, infatti, pur esistendo il reparto, si tratterebbe di una eccezione, sia nel numero di letti (attualmente sei di cui cinque occupati ad oggi) sia nella tipologia perché non è mai stata approvata ufficialmente una vera e propria Terapia Intensiva. Il numero di posti letto era stato aumentato a sei durante l’emergenza Covid, per far fronte a diverse criticità per pazienti non-Covid. Il timore dei medici è quello che una volta portata a compimento questa operazione Alatri rimarrà con un mini reparto di due posti letto e questa preoccupazione è stata fatta propria anche da diversi consiglieri di opposizione e da forze politiche extra consiglio comunale come Programma Alatri. Enrico Pavia e Tarcisio Tarquini, delle civiche, hanno presentato anche una interrogazione urgente al Sindaco per capire meglio quanto stia accadendo. Il più duro è stato Caponera di Programma Alatri che ha inveito sui social contro “l’ennesimo taglio all’Ospedale di Alatri”. Massimiliano Rossi, capogruppo PD, invece, ha esultato parlando di obiettivo raggiunto dopo anni di attesa per il nuovo vero reparto di Rianimazione. Chi avrà ragione? A.T.
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