Editoriale – Sora, De Donatis si faccia una domanda e si dia una risposta…

Alessandro Andrelli
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(di Alessandro Andrelli) L’acquario è stato smontato giorni fa e ora tocca alla piattaforma. Nella desolazione più profonda si concludono quattro anni di governo della peggiore amministrazione che Sora ricordi a memoria d’uomo e che mai si sarebbero potuti immaginare. Quattro anni di buio e di tenebra profonda, nel quale gli amministratori hanno pensato a tutto (orticelli grandi e piccoli), tranne a Sora ed ai sorani.

La città è a pezzi e le macerie sono sotto gli occhi di tutti. Eppure i colpevoli, invece di vergognarsi e scappare di notte, hanno una faccia tosta (politica) senza eguali e vogliono addirittura ricandidarsi. Inizia così il quinto anno del governo De Donatis, quello della fantapolitica. Ogni singolo protagonista, è disposto a fare di tutto, rinnegando se stesso per riabilitare la propria persona agli occhi della gente. Si delinea uno show patetico, che si arroga la capacità e la furbizia di ingannare gli elettori. È bagarre!!! “Uno, nessuno e centomila” De Donatis cerca di “spariare” le carte bussando alle porte di tutti i partiti (ora è il momento di prendere in giro Gianluca Quadrini e Forza Italia, il turno degli altri è stato precedente!) per ricostruire una scialuppa che lo veda di nuovo candidato sindaco. L’obiettivo non è di certo tornare a governare Sora, solo un pazzo potrebbe davvero credere di essere di nuovo eletto primo cittadino, dopo tutto lo sfacelo causato, bensì è voler sedere tra i banchi dell’opposizione per diventare l’ago della bilancia e ‘ricattare” nuovamente l’amministrazione che ci sarà. Il sindaco è seguito a ruota da Massimiliano Bruni che, pur umiliato a livello stratosferico di fronte a tutta la provincia e privato delle sue deleghe, resta attaccato alla poltrona e continua ubbidiente ad alzare la mano in consiglio. È il prezzo da pagare per continuare ad avere la possibilità di fare politica in maggioranza dentro e fuori il Comune. Segue Lino Caschera. Il consigliere, delegato “al decoro che non c’è” e che mai c’è stato in 4 anni, non smentisce quanto scritto dai giornalisti in merito al suo ingresso politico in Lega, così come resta zitto anche a proposito del suo restare in maggioranza. Dopo la polemica mediatica dice soltanto: «Mi rimetto alle decisioni dei vertici provinciali e regionali. Ma se sono troppo di peso sono anche pronto a togliere il disturbo». Peccato che nella frase pronunciata ci sia un “anche” di troppo che sta ad indicare che proprio la sedia non la vuole lasciare. Non dimentichiamo che sotto la sua delega c’è stato il giallo delle lampadine e dei lavori sulla pubblica per circa 45mila euro che sembrano essere spariti nel nulla dopo essere stati affidati sempre alla stessa ditta. Per non parlare del problema della pulizia delle sponde del fiume Liri che ha visto intervenire la Procura. È seguita la potatura e il verde pubblico, con incarichi spezzettati e affidati sempre agli stessi. E si potrebbe continuare senza fine perché Lino Caschera è uno dei massimi rappresentanti dell’incapacità politica/amministrativa che regna sovrana a Sora, dimostrata appieno e inequivocabilmente dai vasi pieni di erbaccia sul ponte di Napoli, quello più importante della città. Insieme a lui Baratta, Mosticone, Tersigni, la Di Ruscio e De Gasperis, che nel gioco di “carta vince e carta perde” restano ibridi e non fanno capire se sono pronti ad entrare in Forza Italia o nella Lega (quali e quante iniziative hanno promosso e concluso questi personaggi per le città? De Gasperis, dopo 4 anni, ha terminato la ridistribuzione del mercato?). La scelta aggiungerebbe a problemi altri problemi. Se ci fosse l’ingresso tanto auspicato in uno dei due partiti, si avrebbe la co-presenza dello stesso gruppo sia in maggioranza che in opposizione, con guerre interne così grandi da ridurre le bandiere in brandelli. Sarebbe il caos che si aggiunge ad altro caos!!! Lo sconsiderato operato di De Donatis e del suo braccio operativo Paolacci, sempre supportati da Gemmiti e Coletta “i maggiordomi” di maggioranza, riescono così a disintegrare anche i partiti dopo aver disintegrato Sora. Non dimentichiamo che a loro si devono la chiusura del museo, dell’Università e dello sportello Acea, nonché la perdita morale della prima squadra di pallavolo, dell’INPS, della Scuola di Formazione e ora anche della presidenza dell’Istituto Superiore Cesare Baronio (la De Donatis a tal proposito cosa fa?). Per non parlare dei locali, dei negozi e delle strade che vedono Isola del Liri lanciata verso l’impossibile e brillare di luce propria, mentre Sora é ridotta in cenere. E ancora parlano di volersi ricandidare!?! E ancora hanno la faccia tosta di riproporsi alla gente come persone giuste a governare!?! Nel marasma generale dato dalla distruzione scientifica causata dall’assoluta incapacità politica e dalla voglia di detenere il potere ad ogni costo Lecce sembrerebbe organizzarsi per sé. Avrebbe spostato nella segreteria (è il suo ufficio di riferimento visto il ruolo istituzionale ricoperto) le pratiche dei sinistri che, a seguito di colloqui ”particolari” del Presidente del Consiglio, si starebbero risolvendo, quasi “per magia”, nonostante fossero impantanate da anni. Ma come mai questo lavoro si svolge sotto la sua regia, anche a fronte di un possibile conflitto di interesse? Tante e troppe domande che restano senza risposta e mostrano l’unica soluzione possibile. Tutti a casa nel 2021 perché la maggioranza De Donatis è solo da dimenticare!!! A Sora ed ai sorani la possibilità di cambiare rotta imponendo direzioni nuove e persone diverse. I nomi che hanno spianato la città, rendendola fantasma di se stessa devono andare via e restare a casa per sempre. Non possiamo permettere che si cada nuovamente così in basso. È necessario che ci sia esperienza e capacità, onestà ed amore per il territorio. Bisogna guardare al futuro con un imprinting diverso perché si deve e si vuole essere diversi nel cuore e nella mente. Questo è quello che Sora può e deve scegliere… questa deve essere la realtà del futuro, unica possibilità per tornare a volare ed a splendere di nuovo. Alessandro Andrelli
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