Arpino – Disordini nella notte, tra la fermezza dei giovani e l’indifferenza di taluni sceriffi

Alessandro Andrelli
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Dopo i “gravi” disordini della nottata appena trascorsa, che hanno interessato il centro storico di Arpino, era inevitabile che questa mattina per il paese riecheggiasse l’indignazione e serpeggiassero le diverse interpretazioni della circostanza.

Tra piazza Municipio e piazza San Francesco Saverio Maria Bianchi, erano tanti i giovani che ieri sera si godevano il venerdì: poco prima delle 02:00 si sono sentite le prime urla ed il rumore di bicchieri e bottiglie in frantumi. Sarà stato qualche fraintendimento ad accendere la miccia, dettato sicuramente dall’abuso di alcool. La prontezza di quanti si trovavano nei pressi, i quali non sono rimasti insensibili ma, con coraggio e risolutezza, senza esitare, hanno fatto da scudo, trattenuto i più imbestialiti, cercato di far ragionare chi era coinvolto in questa penosa ressa, evitando anche il peggio. Obiettivamente ressa più che rissa, contenuta dagli stessi ragazzi di Arpino. Certe vicende, però, non possono non riportare alla memoria la tragedia di Emanuele Morganti, che a soli 20 anni è stato barbaramente trucidato, massacrato di botte fuori un locale di Alatri, in piazza regina Margherita gremita di gente, tra l’indifferenza generale; oppure il 22enne Niccolò Ciatti, ucciso mentre era in vacanza in Spagna, in un pestaggio in discoteca; ed anche i due giovani sgozzati con una bottiglia rotta davanti ad un bar, rispettivamente a Terni ed a Sassuolo, morti dissanguati sull’asfalto. Molti residenti, svegliati dagli schiamazzi, hanno seguito l’evoluzione della vicenda dai propri balconi o da dietro le finestre «È una vergogna che non si rispettino le disposizioni previste e si continuino a servire alcolici a gente che è già evidentemente ubriaca». Sembrerebbe che un bar fosse ancora aperto, ben oltre l’orario previsto, con musica ed in piena attività. «Persone non più giovanissime, che dovrebbero essere state educate al rispetto più rigoroso e dovrebbero dare il buon esempio, sono i primi ad alzare prima il gomito e poi le mani». I cittadini, oltre ad esprimere la loro contrarietà, chiedono più severità ed attenzione. Nella piazzetta interessata permangono dei secchioni per la raccolta di vetro, che restano aperti, ed i ragazzi coinvolti sono corsi a prendere da lì alcune bottiglie, usate poi in maniera minacciosa contro gli antagonisti. «Dove sono i controlli? Ogni venerdì questa storia, perché non si prendono provvedimenti, stiamo aspettando che ci esca il morto?». È giusto però, per completezza di cronaca, chiarire che la pattuglia dei Carabinieri di Arpino che questa notte era in servizio, si trovava impegnata in supporto ai colleghi di Sora, nell’ambito di una importante operazione conclusasi nella mattinata. A volte è facile riempirsi la bocca di polemiche e metter l’accento sulle “mancanze” degli altri: rivendicare la tempestiva presenza dei Carabinieri quando hai “la legge” accanto a te è fuori luogo. Se davvero si ha il timore che possa accadere il peggio, non si può rimanere affacciati al balcone o nascosti dietro le finestre con la pretesa che siano “gli altri” ad intervenire. L’indifferenza di certi sceriffi, con la stella luccicante sul petto e la pistola scarica nella fontina, è più pericolosa dell’insidia stessa. Sara Pacitto
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