FOCUS Scuola – Le “nuove” linee guida prevedono turni ed il sabato in aula. Ecco la bozza

Alessandro Andrelli
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Dopo settimane di attesa, le linee guida indicate nella bozza dettata dal Ministero hanno già sollevato indignazione e proteste.

I dirigenti scolastici accusano che non c’è rispetto per il loro ruolo, niente più libertà nella gestione. Inoltre non si fa alcuna menzione alle risorse necessarie per favorire la didattica integrata. Tra le indicazioni contenute nella bozza del Piano Scuola per l’anno scolastico 2020/2021 sono previste lezioni anche il sabato, la frequenza a turni differenziati, l’organizzazione della classe in più gruppi di apprendimento, con alunni provenienti dalla stessa o da diverse classi, e dunque anche di diverse età. La didattica a distanza rimane marginale e solo per le scuole secondarie di II grado. Per quanto riguarda la mensa, le scuole potranno valutare l’opportunità di prevedere due o più turni, per evitare l’affollamento dei locali e, qualora non sia sufficiente, gli Enti locali potranno studiare soluzioni alternative come il consumo del pasto in monoporzioni all’interno dell’aula. Nel testo non si parla di strutture in plexiglass nè di divisori tra gli alunni. I più piccoli della scuola dell’infanzia dovranno svolgere le attività didattiche privilegiando l’uso degli spazi aperti. I gruppi saranno stabili: i bambini frequenteranno con gli stessi insegnanti e collaboratori; vi sarà la disponibilità di uno spazio interno per ogni gruppo; la colazione e la merenda dovranno essere consumati nello stesso spazio occupato da quel gruppo di bambini per il gioco; anche i giochi andranno utilizzati da ogni gruppo specifico e poi puliti prima dell’arrivo del nuovo gruppo. Infine l’orario di ingresso dei bambini potrà essere esteso e così pure l’orario di uscita. L’uso delle mascherine non è previsto per i bambini che hanno meno di 6 anni ed i dispositivi di protezione degli adulti, perchè il documento raccomanda l’utilizzo di visierine leggere, di guanti e quando opportuno, non dovranno far venire meno la possibilità di essere riconosciuti. Si attende l’esito della Conferenza Stato/Regioni per l’intesa finale. Nel frattempo sindacati, presidi e famiglie tuonano in maniera unanime《Così a settembre la scuola non riapre》. Nella giornata di domani, in 60 piazze italiane, sono previste manifestazioni di protesta per chiedere la riapertura delle scuole in presenza ed in sicurezza, dai nidi agli atenei.《Dobbiamo trovare nuovi spazi e non sarà semplice, con il sovraffollamento delle classi. Dovremmo avere anche del personale in più. Le “aule pollaio” non permetteranno il distanziamento necessario》. L’allarme arriva anche dei medici 《Insegnanti e genitori potrebbero andare incontro a crisi d’ansia e depressione legati alla didattica a distanza ed al ritorno sui banchi》. Sara Pacitto
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