Un episodio preoccupante ed emblematico di come, nonostante il rischio della ripresa dei contagi, si sottovalutino certi atteggiamenti
Questa mattina, alla stazione ferroviaria di Anagni Fiuggi Terme, dal treno delle ore 07.15 proveniente da Roma scendeva un solo passeggero, un uomo di mezza età, che portava quattro sacchetti della spesa, due per mano, pieni di oggetti vari. Prima di procedere verso il piazzale della stazione evitando le normali porte d’accesso, il tipo posava a terra due delle buste. Dopo un paio di minuti l’uomo tornava a dirigersi verso la strada ferrata, raccogliendo i due sacchetti lasciati ai piedi di un grosso tronco. Mentre i passeggeri diretti a Roma (una quindicina di donne ed un solo ragazzo) salivano sul treno appena sopraggiunto, l’uomo attraversava i binari in zona non consentita, saliva per ultimo e sostava sui gradini interni armeggiando con l’estintore ivi collocato. Doveroso e superfluo aggiungere che, naturalmente, il soggetto era sprovvisto di mascherina. Al responsabile della Stazione, che sostava davanti ai macchinari di controllo, veniva chiesto “ha notato quella strana persona? Oltre al comportamento equivoco, armeggiava con l’estintore del vagone; non è il caso di informare qualcuno?”; come (non) risposta, assoluta nonchalance. Un signore che aveva accompagnato la figlia si inseriva garbatamente dicendo “per fortuna l’avete notato anche voi; l’altra mattina era qui, s’è messo a defecare sul piazzale senza che nessuno lo riprendesse: siamo alla frutta!”. Praticamente un individuo del genere (forse più malato che terrorista, ma sempre inquietante) viaggia in treno da Roma ad Anagni e poi da Anagni verso Roma senza che alcuno lo controlli. Si muove liberamente tra la gente, e non è detto che non sia portatore di qualche virus. Compie gesti ed azioni inqualificabili, infischiandosene di tutto e di tutti. Jackal