Sora – Crisi nera in Comune, tolte le deleghe a Bruni

Irene Mizzoni
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(di Irene Mizzoni) “I numeri non mentono” ha detto tante volte in passato Roberto De Donatis. E’ vero, ma oggi che i numeri non li ha più, il primo cittadino vorrebbe convincere di poterne fare a meno. E’ uno dei messaggi velati affidati ad una nota apparsa su alcuni blog e giornali a lui favorevoli per annunciare, ieri, la cacciata dal paradiso del delegato alle opere pubbliche Massimiliano Bruni (Fratelli d’Italia).

I numeri della sua maggioranza non mentono e oggi raccontano di un gruppo che si sgretola. A strettissimo giro questo gruppo dovrà sottoporsi ad un logico e inevitabile “riconteggio”. Il consigliere Bruni non è solo ad essersi rifugiato sotto l’ala di Fratelli d’Italia che, ricordiamolo, è l’unico gruppo politico che si è voluto far ri-conoscere in consiglio comunale. Sono ben due i consiglieri comunali aderenti al gruppo FdI: il presidente del consiglio Antonio Lecce e la consigliere Simona Castagna. Anche sotto questo aspetto il sindaco ha voluto mettere le mani avanti tanto da sottolineare nella nota uscita ieri di non aver alcun problema con loro, accusando al contempo il consigliere Bruni di “protagonismo”. Per Roberto De Donatis il momento è davvero delicato: sotto accusa va la sua politica di gestione del gruppo. Si tratta di una compagine che è stata messa insieme soltanto per vincere le elezioni ma che da sempre ha in seno personalità politiche inconciliabili. De Donatis lo sa e lo sa da sempre che questa caratteristica prima o poi avrebbe portato inevitabilmente a congiure e complotti. Il momento è delicato. Le perplessità sono molte e non c’è affatto da stare tranquilli perché anche ora che la città combatte contro una pandemia, in comune si pensa ad altro. Il futuro non rassicura: il sindaco sa da sempre cosa sarebbe successo al suo gruppo, dunque se lo aspettava. Come è riuscito De Donatis a tollerare questo atteggiamento per così tanto tempo? Massimiliano Bruni è l’unico che sta pensando a tessere tele? Lo sta facendo da solo? Come fa un sindaco di centro-sinistra a non avere problemi con consiglieri che seguono una linea politica-amministrativa opposta alla sua? Sembra davvero un andare avanti purché si vada avanti. E ancora: come fanno i consiglieri del Pd a tollerare questa situazione visti anche gli scontri di idee e di prospettiva che ha il loro partito a livello nazionale con le destre? Sembra davvero grave che in un momento di difficoltà sociale, economica e sanitaria, in tempo di pandemia per intenderci, un gruppo invece di avere la responsabilità del governo della città, utilizzi il proprio tempo e ruolo per intrighi politici.
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