Rossana, giovane mamma di due cuccioli, con una interessante esperienza nel sociale e nella cura dei pazienti ospedalieri, racconta i problemi della inaspettata quotidianità.
Il messaggio di Roassana “Sono una mamma che ha voglia di dire la sua su questa storia del Covid-19. Ho due bimbi di due anni e sei mesi, questi giorni di chiusura in casa hanno portato mio figlio ad essere sempre più nervoso e piange spesso perché vuole poter uscire ed andare dai nonni ma tutto questo lo sa ogni mamma che ha figli molto piccoli …. Questa è la parte più facile di questa storia, perché esiste la videochiamata e fortunatamente abbiamo un giardino sotto casa dove lui può giocare un po’ con il cane. La parte più difficile per me è stata la mancanza di consegna di tutti i mobili compreso la cucina, poiché mi sono trasferita da poco per bisogno familiare …. Mi avevano garantito il trasporto e montaggio per il 18 marzo e da lì non si è visto nessuno !!! Adesso io sono una di quelle persone che spera che almeno dopo il 4 maggio permettano di riaprire i mobilifici perché io ne ho veramente bisogno… Pensate che me ne sono rimasta a guardare solo la mia situazione? No!!! Ho chiamato il Ministero dell’Interno per chiedere come mai i tabaccai e giornalai aperti e mobilifici e negozi per bimbi chiusi?! Per qualcuno un pacchetto di sigarette è vitale ma a mio avviso se ne può fare a meno! Loro mi hanno risposto che il decreto prevede quello e che io potevo solo aspettare …. Ora 20 giorni fa mi servivano i body, introvabili, che poi sono riuscita a trovare in un negozio di Anagni …. anche se le taglie giuste sono introvabili. Hanno finalmente dato l’ok all’apertura di negozi per bambini, i quali hanno poche taglie e di estivo ancora niente. L’unica speranza è che tutto questo si possa sistemare, e con cautela e prevenzione garantire ogni svolgimento di qualsiasi attività! Ricordiamo sempre di essere prudenti e di continuare a tenere in casa i più piccoli ed anziani! Perché il virus purtroppo c’è e ci sarà ancora; ricordiamoci che le mascherine non proteggono al 100% perché altrimenti nessun componente sanitario si sarebbe ammalato!”. Jackal
