(di Alessandro Andrelli) Sora ed i sorani continuano la terribile guerra che travolge la realtà quotidiana e combattono, in silenzio, il nemico invisibile che ha messo sotto scacco il mondo. È un virus che porta distanza, solitudine e morte e che, restando sconosciuto, fa ancora tanta paura a tutti. L’unica arma è stare lontani, perché soltanto così si riesce a bloccare ed a immobilizzare il mostro, in attesa di cure e vaccini che salvino l’umanità.
Oggi è Pasqua, ma quest’anno è una festa diversa, così unica nel suo essere e così strana. Preceduta da una Quaresima che ha portato davvero la gente, più o meno direttamente, a vivere il dolore, lo scoraggiamento e la paura, oggi la ricorrenza si mostra a tutti con luci mai viste, quasi a mettere in evidenza colori ed aspetti che, forse per fretta e velocità di movimento, nessuno aveva notato prima o a cui era data poca importanza. La quotidianità e l’abitudine diventano beni inestimabili, i rapporti umani si scoprono tesori preziosi e lo stare insieme é il valore aggiunto che fa veramente la differenza nella vita. Tantissime le cose che si comprendono meglio e che grazie a questo periodo, così difficile, buio e complesso, prendono forma. Si acquisisce anche la consapevolezza dell’importanza della speranza che porta a pensare, sempre a qualcosa di positivo. Di fatto l’attuale realtà fa vedere la vita in un modo che prima sfuggiva. Forse era il momento di fermarsi un attimo per riflettere. Forse era giusto così. Oggi appare chiaro che non conta l’apparenza ma la sostanza, così le dirette quotidiane del sindaco di Sora diventano un vero e proprio palcoscenico su cui si sale per recitare una parte, così lontana e sconosciuta dal proprio modo di essere e di essere sempre stato e creare ancor più allarmismo. Oggi è evidente che non si deve fuggire il prossimo ma essergli accanto, pertanto le bugie strategiche e le uscite dalla porta secondaria per eludere appuntamenti, fissati da mesi, mostrano la pochezza politica di quello che si è
veramente nonostante “una, nessuna e centomila” maschere indossate a soggetto. Oggi è impresso nel cuore di ognuno l’inutilità degli autoproclami e dei gesti vuoti ed inconcludenti studiati a tavolino (vedi foto a lato), mentre è chiara la necessità di concretezza e di capacità di cui Sora ha tanto bisogno. Oggi è nitida nella mente l’importanza di non sfruttare situazioni difficili o famiglie in difficoltà per creare condizioni di obbligo e riconoscenza, perché non si aiuta il prossimo per avere qualcosa in cambio né per trarne vantaggio, così come non si aiuta uno più di un altro, tracciando la linea degli amici e dei nemici. Le telefonate ed i messaggi mostrano la pochezza di chi tanto si atteggia a protagonista di ruoli importanti e poi dimostra il nulla che è.
Oggi è evidente la differenza di chi può dare davvero qualcosa alla comunità e chi invece resta aggrappato alla poltrona solo per avere e per prendere, così come si focalizza meglio la cattiveria subita all’interno ed all’esterno delle mura di palazzo e la mente contorta di chi gode a far del male, incurante delle necessità, delle esigenze e dei problemi di ognuno, perseverando nel gioco di una partita che perseguita chi è considerato contro.
Oggi si resta allibiti di fronte a chi richiede l’esercito solo come organo punitivo per il popolo e non come mezzo di aiuto e sostegno per far fronte ad una situazione complessa e difficile che sconvolge tutti. Appare così lontano l’appello che fu fatto durante la neve del 2012 e il conseguente lavoro che ne derivò. Il tempo di fermo imposto, la staticità e lo stop dovuto fanno riflettere molto e la gente inizia veramente a capire, focalizzando di più e meglio aspetti noti da sempre, ma che forse sono passati più o meno inosservati per il tran tran generale. Sora ed i sorani continuano a lottare, ne usciranno sicuramente vincenti e più forti. Siamo certi che alla fine il mostro sarà sconfitto dalla ricerca mondiale e la riflessione acquisita in questo momento diverrà consapevolezza futura sulla necessità di cambiare le cose e sull’improrogabile bisogno di mandare a casa l’incapacità, l’incoerenza e la superficialità politica che mai ha raggiunto un livello così.
Oggi, comunque e nonostante tutto, è Pasqua… infiniti auguri a tutti!!!
Alessandro Andrelli
