Prosegue l’attività degli uffici comunali di Isola del Liri per far fronte all’emergenza dovuta alla pandemia –covid-19.
In particolare ci si sta concentrando sugli aiuti alimentari predisposti dal governo per venire incontro alle difficoltà in cui molti si sono venuti a trovare improvvisamente a seguito della chiusura delle attività commerciali e produttive. Ad oggi, stando agli atti comunali, sarebbero più di 120 le famiglie che hanno avuto accesso ai “buoni spesa” per un importo di circa 27mila euro oltre ad una spesa di circa mille euro effettuata per comprare direttamente generi di prima necessità. C’è, inoltre, una spesa di oltre 3.500 euro per una <attività di supporto> alla distribuzione di questi generi alimentari. Certo che leggendo gli atti comunali trapela una certa lentezza nel disbrigo delle richieste inoltrate a causa “del contingentamento degli accessi alla banca dati INPS per il controllo delle situazioni ISEE”. Una riflessione sorge spontanea a questo punto e sarebbe opportuno un chiarimento da parte dell’amministrazione comunale: dagli atti sembrerebbe che si stiano aiutando quelle famiglie indigenti, molte delle quali già a conoscenza ed assistite in qualche modo dai Servizi Sociali, stante anche la richiesta di un reddito isee inferiore a poco più di 8mila euro. E tutte quelle famiglie che si sono trovate improvvisamente in una situazione di improvvisa e temporanea difficoltà finanziaria a seguito delle restrizioni imposte dai decreti dell’inizio di marzo, e verso i quali erano principalmente diretti i provvedimenti di sostegno alimentare, si stanno prendendo in considerazione? E perchè, stando alla lettura degli atti comunali, dovrebbero, per questa temporanea ed eccezionale situazione, essere iscritti nell’albo comunale degli indigenti che percepiscono sussidi pubblici? Forse non è stato colto in pieno la straordinarietà della situazione, la particolarità del provvedimento che dovrebbe esulare dalle normali procedure di assistenza ai bisognosi e soprattutto l’esigenza di fare subito aldilà di vetuste pratiche burocratiche. Insomma si può e si deve fare di più, di meglio e tenendo conto chi, pur non essendo indigente, è in difficoltà momentanea perchè ha l’attività chiusa o non può lavorare. V.V.
