Il sindaco di Arpino, Renato Rea, informa la cittadinanza che la Giunta Comunale, dopo aver attentamente elaborato le linee guida organizzative, ha deliberato le modalità per l’accesso agli aiuti economici per le persone in difficoltà, sostegno erogato di concerto con il Consorzio Aipes per l’acquisto di beni di prima necessità.
I destinatari del contributo previsto dalle “misure urgenti di solidarietà alimentare” sono tutte le persone trovatesi in condizioni di grave difficoltà a causa dell’emergenza epidemiologica dovuta al Covid-19. Per sapere se si è in possesso dei requisiti per ottenere il sostegno si può contattare il numero 0776 852134 oppure i numeri Aipes 800 491595 o 800 491 495, il servizio sarà attivo a partire da lunedì 6 aprile. Il modulo di richiesta verrà direttamente compilato per telefono, rispondendo alle domande degli operatori, non sarà quindi necessario uscire per recarsi presso gli uffici competenti. Il calcolo del contributo sarà fatto dagli impiegati dei Servizi Sociali del Comune di Arpino: la cifra, ovviamente, non sarà uguale per tutte le famiglie che ne avranno diritto ma dipenderà dal numero dei componenti del nucleo e dall’attuale disponibilità economica dello stesso. Il Servizio Sociale del Comune di Arpino valuterà ogni singola domanda e comunicherà l’importo eventualmente concesso. Verranno erogati e distribuiti, all’indirizzo indicato nella fase della richiesta, buoni spesa del valore di 5, 10 e 20euro. I buoni potranno essere utilizzati per acquistare esclusivamente generi di prima necessità: prodotti alimentari, carni, articoli per l’igiene personale e della casa, farmaci ed articoli medicali, escludendo alcoolici, tabacchi ed altri beni voluttuari, presso le attività commerciali convenzionate del Comune di Arpino entro e non oltre il 30 aprile 2020: l’elenco degli esercizi sarà consegnato insieme ai buoni, disponibile anche sul sito www.comune.arpino.fr.it I buoni non possono essere venduti, ceduti o convertiti in denaro; non possono essere utilizzati per pagare bollette, affitti o quant’altro. Gli esercizi commerciali che intenderanno aderire all’iniziativa devono inviare apposito modulo, scaricabile sul sito ufficiale del Comune di Arpino, debitamente compilato e sottoscritto, entro martedì 7, brevi manu o per mezzo di posta elettronica certificata al seguente indirizzo pec@comunearpinopec.it Così il sindaco Renato Rea aveva spiegato nella diretta con il Tg24.info «Questa misura, costituita da un aiuto concreto, è l’aspettativa di tante famiglie in difficoltà: abbiamo cercato di organizzare il provvedimento in maniera ponderata, equilibrata e giusta, affinché possa rispondere alle esigenze di tutti coloro che hanno subito un danno da questa emergenza, non di quanti si trovavano già prima in condizioni indigenti, ma di quelli che ora hanno subito un disagio sociale prima ancora di un disagio economico. Bisognerà essere oculati perché arriveranno tante richieste. Puntiamo a distribuire il contributo nel più breve tempo possibile. Ho cercato anche il confronto con gli altri Sindaci del territorio: non avrebbe avuto senso vedere che un Comune agiva in maniera difforme rispetto ad un limitrofo, differenze anche sostanziali che avrebbe creato squallide ed antipatiche diversificazioni tra cittadini. Perciò abbiamo puntato ad essere uniformi nelle modalità. C’è da chiarire un aspetto relativamente all’assegnazione del contributo solidale: questo non è un sostegno alla povertà, non è un sussidio per i soggetti in difficoltà, ma è una forma di aiuto a tutte le persone che a seguito del Coronavirus hanno riportato un danno. Una sorta di ausilio per quanti non hanno i mezzi certi per andare avanti: se nella stessa famiglia ci sono cespiti sicuri, la contrazione delle entrate patrimoniali non dà diritto ad essere beneficiario. In questo contesto -conclude Rea- vengono fuori tante problematiche sommerse: tutti coloro che si arrangiavano con il lavoro a nero adesso si trovano in difficoltà reali, che non possono dichiarare. Noi dobbiamo cercare di garantire a tutti ma il contrasto tra tali norme è delicato: si rischia di fare una cosa giuridicamente perfetta ma moralmente insopportabile. L’obiettivo resta, in questo periodo di emergenza, di aiutare tutti, cercando di individuare i furbetti che pensano di togliere il pane dal piano a chi ha bisogno; oltremodo significherebbe lucrare su piccole cifre, centinaia di euro e non migliaia come qualcuno erroneamente pensa». Sara Pacitto
