FOCUS – Pubblicare le foto del green pass sui social? Pessima idea. Ecco perché

Alessandro Andrelli
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In effetti non dovrebbe esser necessario fare questa raccomandazione ma, ormai, siamo talmente abituati a condividere ogni dettaglio della nostra vita sui social che nemmeno distinguiamo più il reale dal virtuale, tralasciando quanto sia importante tutelare la nostra stessa privacy.

L’allarme arriva dal Garante: la certificazione che attesta l’avvenuta vaccinazione, la guarigione o la negatività al test per il Covid è strettamente personale, per cui postare il codice QR del green pass significa affidarlo ai malintenzionati, i quali potrebbero rubare il code per impiegarlo in furti di identità, truffe, profilazioni commerciali, discriminazione. Il codice QR è la chiave d’accesso ai nostri dati sensibili, contenuti nella certificazione stessa: un code pubblicato sui social potrebbe essere facilmente decifrato, sia per accedere alle informazioni personali sia per replicare il pass. Chi pubblica il proprio QR-code, quindi, mina anche l’utilità del green pass. Almeno in determinate occasioni proviamo a resistere alla tentazione di condividere la nostra vita con tutti. È inverosimile che si rendesse necessario un avvertimento in tal senso. Sara Pacitto
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