“Coloro che amiamo e che abbiamo perduto non sono più dove erano ma sono dovunque noi siamo”. E’ quanto scriveva Sant’Agostino. Ed è così che vogliamo pensare al signor Gabriele. Sempre accanto a tutti quelli che lo amavano.
Se n’è andato dando coraggio a coloro che gli erano vicino. Ha lottato fino alla fine sempre con positività. La stessa positività che ha contraddistinto tutta la sua vita. “Non diceva mai no”, racconta chi lo ha conosciuto bene. Sempre disponibile, sempre presente. Assistente di meccanica all’Ipsia Nicolucci Reggio di Isola del Liri, per oltre 35 anni ha saputo trasmettere con competenza le sue conoscenze. Capacità riconosciuta da colleghi e studenti. La stessa forte presenza è stata insostituibile per i confratelli della Confraternita di San Rocco e per i fedeli di San Gabriele a cui ha dato l’anima. Sempre in prima linea nell’organizzazione, nel creare unione, fratellanza, amore. L’essenza della religione per lui era credo, era vita. Le sante messe e le processioni erano un appuntamento imperdibile. Così come lo erano le feste di San Gabriele e di San Rocco di cui era un puntuale organizzatore. Uomo d’altri tempi, ha ereditato dalle sue radici la passione per l’agricoltura e l’attaccamento alla terra. “Le sue vigne e i suoi vini erano favolosi” si dice. Se n’è andato silenziosamente, lasciando un vuoto immenso. Marito, papà e nonno meraviglioso, unico e straordinario. Un uomo buono, un grande lavoratore, un amico insostituibile, un paciere, un fautore dell’unione e della fratellanza. Alla moglie Alba, alla figlia Eugenia, ai nipoti Leonardo e Giulio, al genero Ivan e a tutta la famiglia rivolgiamo le condoglianze più sentite. L’editore, il direttore e la redazione esprimono tutta la loro vicinanza. Vi abbracciamo virtualmente nella speranza che presto potremo stringerci di nuovo. Siamo convinti che la morte non sia un ostacolo all’immenso amore che vi univa al signor Gabriele. A voi dedichiamo le parole di Papa Francesco. “L’amore è più forte della morte. Per questo la strada è far crescere l’amore, renderlo più solido, e l’amore ci custodirà fino al giorno in cui ogni lacrima sarà asciugata, quando “non ci sarà più la morte, né lutto, né lamento, né affanno”. Se ci lasciamo sostenere da questa fede, l’esperienza del lutto può generare una più forte solidarietà dei legami famigliari, una nuova apertura al dolore delle altre famiglie, una nuova fraternità con le famiglie che nascono e rinascono nella speranza”. IL RICORDO DI GABRIELE “Ho lavorato con lui per 25 anni all’istituto professionale di Isola del Liri ed ho conservato la sua amicizia per altrettanti anni. Era un meccanico, un elettricista, un contadino, un lavoratore tutto fare impareggiabile. Sempre disponibile per gli altri. Ha mantenuto sempre un ottimo rapporto con tutti i colleghi organizzando annualmente incontri mangerecci a cui partecipavano quasi tutti. Con un ristretto numero di amici era doveroso ogni anno andare una volta al santuario di San Gabriele e una a quello della Santissima Trinità a cui era particolarmente devoto. Questi viaggi sempre e doverosamente con la sua macchina. Ho perso un impareggiabile amico”. Federico Saccucci
