Gianni Roscioli ce l’ha fatta. Ha sconfitto il virus ed è tornato a casa. Imprenditore nel campo immobiliare, Roscioli classe 1966, ha ringraziato i medici e gli infermieri dell’ospedale Spaziani di Frosinone e aspetta di poter riabbracciare la famiglia e di riprendere in mano la propria vita.
Come è iniziato tutto? <Sono stato molto attento, purtroppo non è bastato. Così dopo dieci giorni a casa con febbre oltre i 39, mi sono venuti a prendere con l’ambulanza. Ricoverato d’urgenza all’ospedale Spaziani di Frosinone, sono risultato positivo al virus e purtroppo avevo anche la polmonite. Lo sconforto iniziale è stato totale, sono rimasto isolato per dieci giorni in una stanza dove ero solo, costantemente monitorato, tra analisi anche particolari e in certi casi dolorose, flebo, ossigeno e medicinali vari. Gli splenditi medici con i fantastici infermieri hanno però trovato la giusta terapia. Il mio fisico, supportato dalla voglia di farcela, ha risposte bene. I valori giorno dopo giorno sono migliorati, la febbre dopo un po’ è andata via e il flusso della respirazione ha raggiunto il dato massimo. Avevo brillantemente superato il momento critico e la polmonite era parzialmente un brutto ricordo. Adesso mi aspetta una quarantena domiciliare, ma il peggio è passato>. Hai avuto paura? <E’ stata durissima anche se il personale medico non mi ha mai fatto mancare sostegno e cure. Certo è che bisogna stare fisicamente bene perché altrimenti diventa ancora più complicato. Non è una semplice influenza, questo è sicuro. Ho sempre avevo dentro di me la certezza e la determinazione di farcela, ho lottato senza abbassare mai la guardia. Attaccato costantemente alla macchina dell’ossigeno con la mente che alcune volte ha anche pensato a cose brutte>. Oggi Gianni è in quarantene nel suo appartamento di Frosinone, l’incubo sembra ormai finito. <Sono stato dimesso, che sollievo. La felicità della notizia è stata immensa, sono stati giorni duri, isolato in una stanzetta senza poter vedere nessuno (ad eccezione del personale medico). Mi ha molto aiutato l’affetto di tanti che mi hanno scritto. Voglio ringraziare soprattutto la mia famiglia, in particolare la mia splendida moglie che ha saputo sempre darmi conforto nei miei momenti di crisi, i miei meravigliosi figli. Le mie sorelle con le rispettive famiglie, i miei genitori e tutti gli altri che mi sono stati vicini. Gli amici, i clienti, i colleghi. Vi porto tutti nel mio cuore. Adesso dovrò affrontare un periodo di convalescenza a casa da solo e pian piano cercherò di ritornare in forma>. Infine il messaggio a chi non ha ancora compreso la gravità della situazione <E’ un virus pericolosissimo, state tutti a casa così torneremo alla nostra meravigliosa vita>.
