Regione – Coronavirus, il sindacato dei medici presenta istanza ai vertici del Lazio

Irene Mizzoni
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SNAMI Lazio ha presentato ieri una Istanza per richiesta di annullamento dell’Ordinanza n. Z0009 del 17/3/2020 della Regione Lazio in Autotutela per i Medici territoriali della regione.

 La istanza è stata inviata al Presidente del Consiglio, al Direttore ed al Commissario per l’emergenza Coronavirus della Protezione Civile, al Presidente della Regione Lazio, all’Assessore alla Sanità ed al Direttore Regionale, oltre che al Presidente della FNOMCeO ed ai Presidenti degli Ordini di tutte le Province del Lazio. La motivazione di tale richiesta, ampiamente esplicitata riguarda alcune criticità che riteniamo debbano essere corrette:  
  • L’individuazione di un Referente COVID nell’ambito delle UCP presenti sul territorio della Regione, invece della formazione delle USCA, come è previsto dal Dispositivo governativo e già in fase di attivazione in diverse altre Regioni;
  • La mancata o assolutamente insufficiente fornitura di PDI ai Medici del territorio che si dovessero trovare a dover visitare pazienti “sospetti” per infezione da Coronavirus, senza la possibilità di rispettare le norme previste per il Biocontenimento, mettendo quindi a rischio la salute del Medico stesso, il quale potrebbe essere a sua volta diffusore dell’infezione virale;
  • Difficoltà a svolgere tale funzione di visite a domicilio in assoluta sicurezza, da parte dei MMG che dovrebbero così anche togliere tempo alla normale attività presso lo studio ed a domicilio di pazienti affetti da altre Patologie croniche ed invalidanti ovvero patologie che se debitamente trattate evitano ricorsi impropri ai Pronto Soccorso, come espressamente previsto dal nostro Accordo collettivo e come è necessario in questo momento di crisi del sistema assistenziale.
 La decisione di richiedere l’annullamento di tale norma  è derivata dalla volontà di evitare una ulteriore diffusione del virus tra i nostri colleghi, già infettati in diverse realtà territoriali e nelle Centrali di ascolto della Continuità assistenziale, con indicazione per tutti di proseguire la loro attività se sono in stato afebbrile, pur se potrebbero già essere portatori del virus. Ciò senza la possibilità che vengano effettuati i Tamponi necessari ad una diagnosi nelle fasi iniziali della patologia virale che così tante vittime sta determinando sia nella categoria professionale dei Medici e del personale sanitario tutto, come anche tra la popolazione nella Regione Lazio. Il Presidente Regionale SNAMI Lazio Dottor Giuseppe Di Donna.
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