(di Alessandro Andrelli) Viviamo un periodo senza precedenti, che sarà ricordato sui libri di storia come una “guerra” spietata contro un mostro invisibile. Tutto appare complicato e rallentato perché il virus colpisce in modo subdolo e senza avvertimento. L’unica possibilità per evitarlo è stare a casa, separati gli uni dagli altri, attendendo fiduciosi tempi migliori.
In una realtà che ha assunto aspetti quasi surreali, “uno, nessuno centomila” De Donatis, sindaco di Sora, nella diretta streaming quotidiana, continua (finalmente!!!) a parlare ai sorani. Quegli stessi sorani a cui tanto è sfuggito nei quattro anni precedenti, da cui è scappato in molteplici occasioni e per cui niente ha fatto durante tutto il suo mandato di governo. Solo a fronte di tanta e tale circostanza, De Donatis riscopre il proprio ruolo civico e istituzionale, ricordandosi di Sora. Un comportamento mai avuto nei mesi e negli anni passati, a fronte di un palazzo comunale trasformato in Alcatraz e di una città in ginocchio con topi a passeggio sui marciapiedi delle vie del centro. Con atteggiamenti e modi che tanto vogliono ricordare i capi di governo o di protezione civile e che, per quando possiamo vedere in giro, nessun altro sindaco ha, De Donatis reputa talmente importante informare personalmente i cittadini e fornire questo servizio pubblico che, domenica scorsa (15 marzo), durante i 7 minuti e 44 secondi di streaming, ha ritenuto indispensabile impiegare circa la metà del tempo a fare politica, dicendo di tutto e di più sul nostro giornale, sulla testata Tg24.info. In considerazione di tante inesattezze proferite, che giocano sempre sulla buona fede della gente, riteniamo giusto fare delle precisazioni. Per prima cosa Tg24.info, e ci teniamo a specificarlo al primo cittadino, non è un web magazine bensì una vera e propria testata giornalistica di cronaca, sport e informazione, con tutto quanto di conseguente questo comporti. Allo stesso tempo, è bene ricordare al sindaco che, a differenza di altri, ridotti a copiare comunicati ridicoli di mera e fantascientifica autoproclamazione, Tg24.info ha raccontato sempre la verità dei fatti, a garanzia della democrazia e libertà di pensiero che tanto si è cercati di far morire durante il suo mandato di governo sia all’interno delle mura di palazzo sia all’esterno dello stesso. A dimostrazione di tanta verità dei fatti, nessun articolo è stato mai replicato, ad eccezione della “visita” della Paolacci e della D’Orazio in Comunità Montana ad Arce, perché di fatto ribattere non si può. Così, a differenza del clima “di regime” instaurato in Comune, dove per anni si sono tenuti all’angolo e senza lavorare tanti funzionari mentre la città diventava fantasma di se stessa, Tg24.info ha sempre seguito, e continua imperterrita in questa direzione, la luce della verità e della democrazia. In merito alla strumentalizzazione delle situazioni certo non ci sentiamo noi artefici di tanto. Nessun sindaco del territorio, a quanto ci risulta, parla quotidianamente in diretta streaming al popolo, eppure ciascun primo cittadino svolge perfettamente le proprie funzioni istituzionali e manifesta la massima vicinanza alla propria realtà territoriale. Appare altresì piena di protagonismo e di sete di riflettori, la presenza odierna del sindaco durante la messa domenicale organizzata e trasmessa in esclusiva da
Tg24.info. E questo sia perché dopo tanto aver sparato a zero sul nostro “web magazine” stupisce che può essere considerato ideatore di una cosa giusta, sia perché a San Rocco De Donatis non si è visto mai. Né a messa né tanto meno in processione. Infatti la foto del 16 agosto 2019 (vedi foto) mostra chiaramente che la fascia è affidata ad altro consigliere di maggioranza e che tra i tanti presenti del sindaco non c’è la benché minima traccia.
La coerenza di comportamento resta dimostrata dai fatti, così come l’amore vero per una città sgorga soltanto dal cuore sincero di chi lo prova per davvero. In questi quattro anni di governo di certo De Donatis non ha dimostrato di amare né Sora né tantomeno i sorani. Questa la realtà sotto gli occhi di tutti mentre restano a zero le chiacchiere senza distintivo.
In merito allo stare a posto con la coscienza (politicamente parlando si intende!), la usa soltanto chi ce l’ha!
Alessandro Andrelli
