Anagni – Atac torna in attivo, la riscossa finanziaria è partita dalla città dei papi

Ettore Cesaritti
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È di questi giorni la notizia che Atac, dopo decenni di profondo rosso, è tornata in attivo. Soddisfatta Virginia Raggi, il sindaco più discusso ma probabilmente più concreto del momento.

L’abisso nel quale era sprofondata l’azienda dei trasporti capitolini, considerato inevitabile, aveva motivazioni affatto misteriose, ed il primo forte scampanellio d’allarme venne dalla città dei papi. Era il 3 marzo del 2006 e gli uomini della Guardia di Finanza, nel corso di un controllo ad una videoteca, capirono per istinto che sotto sotto c’era dell’altro. Il fiuto non li ingannava, e ben presto scoprirono in un ambiente tenuto vanamente segreto, una serie di stampanti e punzonatrici in azione 24 ore al giorno. Nel locale venivano stampati centinaia di migliaia di biglietti Atac, per automezzi e metropolitana, completi di finca punzonata. Un’organizzazione perfetta ed oliata li immetteva nel giro dei distributori, ed il gioco era fatto. L’assurdo: bus stracolmi di passeggeri, vagoni della metro che scoppiavano, e nelle casse d tac entravano poche briciole; e nessuno, all’apparenza, chiedeva o cercava spiegazioni. Si susseguirono tentativi di insabbiamento, ma il velo era stato squarciato, e qualche onesto servitore dello Stato rese onore all’ottimo lavoro delle Fiamme Gialle anagnine. Jackal      
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