Neppure il più ardito dei Petrarca avrebbe potuto cantare “Chiare, fresche et dolci acque, ove le belle membra pose colei che sola a me par donna…”, transitando in Via dello Spizzone.
Tra i problemi annosi ed irrisolti, spiccano le vistose perdite sia idriche che delle fognature, filtranti tra i massi che formano la poderosa cinta delle Mura Ciclopiche. In Via dello Spizzone, in corrispondenza del vicolo Viti raggiungibile attraverso un romantico passaggio, da mesi fuoriescono liquami non proprio odorosi. Le ditte incaricate dal gestore si susseguono con interventi che, visti i risultati, non possono definirsi illuminati. C’è chi invoca la collaborazione tra ente preposto, comune ed anagnini dalla memoria buona. Intanto si adombrano rischi sanitari. Jackal
