Anagni – Il CPIA sfrattato dal Convitto, alunni costretti a peregrinare

Alessandro Andrelli
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Gli enti che vedono sparire sedi o succursali dalla città dei papi, formano ormai un elenco senza fine; è toccato anche al CPIA.

I corsi tenuti dal CPIA, frequentati soprattutto ma non solo da giovani immigrati, hanno sicuramente una funzione meritoria, favorendo l’integrazione e l’interscambio in molti settori. Principalmente, trattandosi di corsi propedeutici al rilascio del diploma di terza media, riguardano di fatto la scuola dell’obbligo, e meriterebbero ben diversa attenzione. I corsi, per il fatto di avere tra gli iscritti molti extracomunitari, sono essenziali all’inserimento sociale. Basti ricordare le sedute dedicate allo studio della Costituzione Italiana, ed al sentimento di orgoglio che vedeva giovani africani stringere al petto il libello che molti coetanei nati nello Stivale ignorano o addirittura disprezzano. Il Convitto, una delle strutture più prestigiose non solo della provincia, è di proprietà del Comune di Anagni, dato all’inizio del secolo scorso in uso all’Inadel con destinazione specifica di “collegio”. I vari passaggi dall’Inadel all’Inpdap, quindi all’Inps, non hanno modificato la concessione iniziale, ma gli inquilini della Sala Gialla non solo gli attuali, sembrano trascurare il particolare dettaglio. Sui cartelli di cantiere che descrivevano e descrivono le opere edili in corso (recinzione, facciata, copertura …), nella finca dedicata alla proprietà appare la scritta Inps, evidentemente stampigliata anche sulla prima pagina della concessione o autorizzazione edilizia. Un fatto inammissibile, che dimostra come gli addetti dell’ufficio tecnico agiscano talvolta con superficialità. Pare che i locali inibiti al CPIA, fossero stati concessi in locazione ad altri. Può l’Inps locare avuti in comodato per uso specifico? Occorre approfondire ed intervenire. Jackal
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