Anagni – Seconda giornata dei Paleo Days

Irene Mizzoni
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Nel silenzio del Parco Naturale dei Monti Aurunci, completamente immersi nel verde, procede il lavoro meticoloso degli artigiani nelle cave di marmo. Un lavoro a contatto con il terreno e le sue pietre, le stratificazioni di fango e roccia che raccontano, a un occhio esperto, la successione inesorabile del tempo. Sulla roccia e sulle pietre sono infatti stagliati impercettibili venature e fossili piu nitidi, spesso riconducibili a conchiglie e minuscoli animali marini, rimasti impressi milioni e milioni di anni fa. Una cava dove oggi si lavora per l’estrazione del marmo e che, 20 milioni di anni fa, era invece sommersa dal mare.

Testimonianze che restano e che i paleontologi conoscono e riconoscono in tutte le loro caratteristiche. Tutto materiale di studio analizzato questa mattina, nella cava La valle di Coreno Ausonio, dagli esperti e dagli studenti che prendono parte, in questi giorni, alla XVII edizione delle GIornate della Paleontologia, iniziativa organizzata dalla Società di Paleontologia con L’Università La Sapienza e l’Aspiin, Azienda Speciale della Camera di Commercio di Frosinone. Con l’aiuto di Laura Tomassetti, del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università La Sapienza, e la guida di Giuseppe Lavalle, proprietario dell’omonima cava di marmo, questa mattina i partecipanti ai Paleo Days (inaugurati ieri ad Anagni), hanno potuto compiere un’escursione per conoscere meglio le testimonianze storiche e preistoriche della Provincia di Frosinone. Tomassetti ha spiegato che, milioni di anni fa, la cava e gli spazi adiacenti erano completamente sommersi dal mare, come si evince dallo studio della roccia e del terreno. Dopo la visita nella cava la comitiva, un centinaio tra studenti e paleontologi, ha fatto tappa al Museo del Carsismo di Esperia, accolta dal sindaco Giuseppe Villani. Nel museo sono esposte ricostruzioni di grotte carsiche e la riproduzione delle impronte di dinosauro scoperte proprio ad Esperia ed individuate come le più antiche d’Europa. Il tour dei partecipanti ai Paleo Days è poi proseguito nel pomeriggio, presso il Museo Preistorico di Pofi, messo a disposizione dal sindaco Tommaso Ciccone: è qui che sono conservati i resti di Argil, l’uomo di Ceprano, il più antico fossile umano italiano. In serata il rientro ad Anagni dove domani riprenderanno i lavori delle Giornate della Paleontologia, con l’ultima sessione di interventi nel Palazzo della Ragione.
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