Dopo la sconfitta interna con Valmontone, il presidente della Virtus Cassino evidenzia ancora i limiti caratteriali della sua squadra.
Queste la dura analisi del dottor Manzari al termine dell’ultima partita del 2019: “Dopo sei anni abbiamo cambiato il capo allenatore ma dopo tre partite i problemi rimangono gli stessi: scarsa concentrazione, poco attaccamento ai colori sociali, ancor meno propensione all’apprendimento e all’umiltà. Anche di fronte a un monumento del basket nazionale quale è Fantozzi, che con grande dedizione si è messo al lavoro per cercare di modificare le sorti di una stagione maledetta, l’atteggiamento degli attori in campo non si modifica. Partire con un parziale di 17 a 2 a sfavore in una gara fondamentale per la nostra stagione, è segno di sciatteria e menefreghismo. Si può anche non segnare in attacco ma non si regalano canestri facili nei primi otto minuti. Non è un problema di preparazione fisica, l’approccio alla gara testimonia una unità di intenti che non esiste. A questo punto la ricetta? Siamo nelle sapienti mani di coach Fantozzi, aspettiamo il girone di ritorno allorquando potremo contare su Magini e Sylvere Bryan, ma le valutazioni sui singoli dopo 14 gare di campionato sono fatte. Grinta, cuore e umiltà sono qualità che non si comprano al mercato, sono doti fondamentali nella vita di tutti i giorni in qualunque attività lavorativa, figuriamoci nello sport. Continuo a credere di non aver sbagliato la scelta dei giocatori, perché le decisioni di un direttore sportivo avvengono secondo valutazioni tecniche precise, ho dei dubbi sulle doti caratteriali: sono quelle che fanno gli uomini, soprattutto nello sport”. RC
