Editoriale – Donne e lavoro, quando il maschilismo supera la soglia della decenza

Anna Ammanniti
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(di Anna Ammanniti) Viviamo in una Nazione in cui c’è bisogno di una Legge per tutelare la carriera delle donne. C’è bisogno di scomodare il Parlamento per far sì che una donna possa avere le stesse chance di un uomo di far parte, ad esempio, del consiglio di amministrazione delle aziende quotate in borsa.

La parità dei diritti sul lavoro in Italia è ben lontana, in Ciociaria assume poi dei toni assurdi, contornati da veri momenti di “pura follia”. Alle soglie del 2020 nella terra dei papi, santi e ciclopi, le donne fanno fatica ad emergere a causa della pochezza di certe menti maschili. E’ pur vero che alcune donne per affermarsi puntano tutto sul fisico mettendo in dubbio le effettive qualità, ma è incredibile come parecchi uomini possano fare dell’erba tutto un fascio. Siamo nel XXI secolo e ahimè esistono ancora uomini che affermano, e lo fanno anche con una certa serietà nonché cattiveria gratuita, che una donna ha successo grazie ad un colore dei capelli piuttosto che un altro e per le forme prosperose. Il mondo va avanti, le innovazioni scientifiche fanno passi da giganti, il cervello di alcuni uomini è rimasto arenato al paleolitico. Come vogliamo spiegare questo fenomeno? Aleggia nelle piccole menti di “piccoli uomini” la convinzione che le donne abbiano consenso, non perché magari si è capaci, intelligenti, cordiali, volenterosi ed educati, ma perché si abbia una quinta di reggiseno oppure qualche meches in più.  Vi sono poi dei lavori particolari in cui si respira un’aria assai maschilista, dove l’impegno viene confuso con altro, dove l’essere più bravo viene sommerso dalla superficialità di chi si sente inferiore per demerito ma non vuole ammetterlo a sé stesso, allora diventa più facile spiegare l’insuccesso personale, mortificando le qualità altrui, riducendo il tutto all’aspetto fisico. Impegno e passione ridicolizzati davanti a frasi che lasciano attoniti. Un territorio mediocre, dove tanta disparità di sesso la senti sulle spalle come un grosso macigno e ti aspetti da un momento all’altro sbuchi un Fred Flintstone con tanto di clava e dia (lui!) lezione di apertura mentale, affermando che frasi del genere trasmesse ai cittadini della Terra, sono pericolose e sessiste. Nel campo dell’informazione posso diventare davvero “letali”. Il corretto uso dei vocaboli gioca un ruolo fondamentale e chi occupa un posto di rilievo all’interno della società, deve stare attento all’uso della parola, al fine di scoraggiare la violenza e discriminazione sulle donne. Anna Ammanniti
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