Anagni – Notte Bianca e il centro storico invivibile

Anna Ammanniti
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Si è concluso il week end anagnino dedicato alla Notte Bianca, evento svolto lungo il centro storico cittadino.

Al di là della riuscita o meno della manifestazione ciò che è emerso è che Anagni ha un centro storico invivibile. Le piazze più belle della città invase dalle automobili dei residenti, diventate di fatto garage di chi abita in prossimità delle stesse. Auto in sosta regolare e in sosta vietata, montagne di auto che scorrazzano in ogni dove, nessun rispetto per un patrimonio dalla bellezza mozzafiato. Piazza Innocenzo III resta un ricordo di come era più di un anno fa, attualmente ha perso quella magia di luogo spettacolare, lasciando spazio a un grande senso di amarezza. Corso Vittorio Emanuele da Porta Santa Maria a Largo Zegretti (fortunatamente Quartiere Cerere ha pensato bene di chiedere la ZTL per quel tratto di Corso fino a Porta Cerere) è tutto uno scorrazzare di automobili, soste selvagge. Per “raggirare” la ZTL richiesta con coraggio al Comune dall’associazione Quartiere Cerere, gli automobilisti si infilano a Via degli Arci per poi continuare la loro “corsa” nel centro, sfrecciando tra i tavoli apparecchiati all’aperto, le famiglie a passeggio con i figli tenuti necessariamente “a guinzaglio” per evitare il peggio. Ad Anagni, nel centro storico ci sono più macchine che persone, durante la festa non è stato previsto alcun divieto di accesso, è stata lasciata libera la sosta selvaggia e lo scorrazzamento dei veicoli ad alta velocità. Le bancarelle chiamate per la festa bloccate dalle automobili parcheggiate in divieto di sosta. Divieto ovviamente non rispettato né fatto rispettare. Il senso civico è andato a farsi una passeggiata, ma la colpa è di chi consente tutto ciò, controlli pochi e quasi niente, sabato e domenica il centro storico è stata terra di nessuno. Il centro storico di Anagni, sta morendo, le attività commerciali stanno chiudendo, le macchine aumentano, c’è davvero qualcosa che non quadra. Almeno ci si inventasse un modo indolore per aiutare la zona a morire, una morte lenta per il povero Corso Vittorio Emanuele è veramente troppo dolorosa. Anna Ammanniti  
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