Editoriale – Politica locale e non solo, incapacità a 360°

Ettore Cesaritti
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Quando l’azione del governo (centrale o periferico) lascia a desiderare, il politico di razza riesce a trarne vantaggio, possibilmente facendo del bene alla nazione.

In uno dei film della saga Brancaleone “lo” monaco Zenone, dopo aver invitato i seguaci “transitate lo cavalcone in fila longobarda!” ed avendoli (fatti) visti precipitare, dovette ammettere “Dio ha levato la mano dallo cavalcone!”. Orbene, in un periodo in cui i vari governi si dimostrano succubi e deboli nei confronti della burocrazia che sembra godere della fine miseranda delle imprese e delle famiglie; quando provvedimenti osannati dai servi sciocchi (fattura elettronica, prelievo forzoso dai conti, blocco dei pagamenti …) portano alla morte procurata di chi non ce la fa più; quando un piccolo imprenditore non riesce ad acquistare l’utilitaria di seconda mano, e se vi riesce la scopre pignorata e confiscata dall’azione dei “pesci grossi” nascosti dietro i “pesci gialli”; quando gli ebeti plaudono la fine di partite Iva che provocano il ricorso al reddito di cittadinanza ed ai licenziamenti con annessi paracadute pagati da tutti; quando, in sostanza, è certo che si stava meglio quando si stava peggio: cosa aspettano a muoversi gli eletti dal Popolo? Nostro Signore ha di meglio da fare che reggere lo cavalcone sul quale transitano gli aspiranti crociati verso la Terrasanta. Tocca quindi ai politici, intelligenti almeno a sufficienza, darsi da fare e proporre con forza. Quando capiranno i nostri deputati, senatori, regionali e giù di lì che i cittadini sono allo stremo? E che basterebbero poche decise azioni per ripartire? All’italiana, però; con la fantasia e l’estro che ci contraddistingue. Lo cavalcone che potrebbe unire la realtà ai palazzi del potere, dopo la defenestrazione degli incapaci e dei disonesti. Jackal
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