Colleferro – Malasanità, Codici: “Confermate le condanne per il caso di Ilaria Humber”

Anna Ammanniti
3 MIn Lettura
Sono passati sette anni dalla morte di Ilaria Humber, ma ancora si combatte in aula per ottenere la verità sul decesso della piccola.

La dodicenne Ilaria Humber, morì il 28 aprile del 2012 all’ospedale di Colleferro. Al rientro da una gita scolastica, la ragazzina fu ricoverata in codice giallo per quello che sembrava un banale mal di pancia. I dolori erano molto forti, ma nulla poteva far pensare ad un tragico epilogo. Per i medici il decesso per arresto cardiaco fu dovuto ad una malformazione congenita. Una versione a cui i familiari della giovane non hanno mai creduto, così come l’Associazione Codici, che si è schierata al loro fianco nella battaglia intrapresa per ottenere giustizia su quello che ha sempre giudicato come un caso di malasanità, con pratiche sbagliate e perfino falsificazione della cartella clinica. La procura d Velletri aprì un’inchiesta e dopo che i Carabinieri dei Nas sequestrarono la cartella clinica, il corpo della ragazza fu riesumato e fu disposta l’autopsia. La piccola era affetta da patologia del megacolon e sul suo corpo, durante il ricovero, venne effettuato un esame diagnostico, per via rettale, con una sonda destinata invece al naso. Il primo verdetto è arrivato nel giugno 2018, con la sentenza del processo di primo grado, che ha coinvolto 11 indagati, tra medici e paramedici, denunciati per omicidio colposo e falso in atto pubblico. Nell’occasione il giudice del Tribunale di Velletri stabilì la condanna fino a 3 anni di quattro medici, tra i principali imputati. Questo pomeriggio, invece, è arrivata la sentenza della Corte di Appello di Roma. “Il giudice ha confermato le condanne emesse in primo grado nei confronti di due medici, Arabito e Ceccarelli – dichiara il Segretario Nazionale di Codici Ivano Giacomelli – con l’allora Asl Roma G riconosciuta corresponsabile civile. Questo certifica che la povera Ilaria è stata vittima di malasanità, come abbiamo sostenuto con forza fin dal primo momento. Il nostro pensiero va ai familiari, che da anni chiedono giustizia. Sono stati commessi degli errori medici, l’abbiamo sempre detto e oggi lo conferma nuovamente il giudice. Ci sono professionisti che hanno sbagliato – continua l’Avvocato Giacomelli – di fronte alla morte di una ragazza ed al dolore dei suoi cari c’è chi ha avuto perfino il coraggio di scaricare le responsabilità su una presunta malformazione congenita. Un comportamento inqualificabile. È stata fatta giustizia, ancora una volta – conclude il Segretario Nazionale di Codici – un piccolo conforto per l’enorme sofferenza provata dai familiari di Ilaria ed un segnale per chi lotta per la giustizia contro la malasanità”. Anna Ammanniti          
Condividi questo articolo
Nessun commento