Anagni – I Medici di Famiglia dura critica al progetto Appennino Fragile

Anna Ammanniti
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Martedì 22 ottobre si è svolto presso la Sala della Ragione un convegno sull’approfondimento del conflitto ambientale presente nel SIN della Valle del Sacco e sul progetto Appennino Fragile.

L’associazione dei Medici di Famiglia per l’Ambiente e Provincia, con il dott. Antonio Necci referente dell’associazione per Anagni e il dott. Giovambattista Martino coordinatore dell’associazione, attraverso il seguente comunicato stampa precisa alcuni punti. “Considerati gli interventi previsti e gli argomenti trattati, è stata fortemente impattante, in negativo, la totale assenza di argomentazioni riguardanti le molteplici malattie del Sin e qualsiasi riferimento allo studio epidemiologico, che nel progetto Appennino Fragile sembrava essere essenziale ed ineluttabile. Rispetto il bando, il progetto ha ottenuto un pregevole e significativo credito grazie alla previsione dello studio epidemiologico. Infatti all’obiettivo specifico 2 il progetto prevede: “monitoraggio e studio per le 5.849 famiglie residenti; qualificazione dell’orientamento ai percorsi di prevenzione e cura rivolto a 2.924 famiglie residenti nel perimetro del SIN (50% del totale) esposte a problemi di salute o già malate per l’inquinamento della Valle del Sacco”, argomenti chiaramente imprescindibili da un preliminare studio epidemiologico, che risulta altrettanto essenziale a proposito del censimento delle famiglie. Per le quali esistono situazioni di conflitto ambientale. Lo studio epidemiologico, seppur ampiamente e ripetutamente scritto nel progetto ed enfatizzato come obiettivo, nel convegno ad Anagni, non ha avuto alcuna menzione. Nessuna polemica, solo la triste e disincantata constatazione dell’ennesima scomparsa e/o eliminazione di quello che dovrebbe essere il punto iniziale di ogni percorso di recupero e bonifica: lo studio epidemiologico, ovvero la condizione di base della salute degli abitanti del territorio. Non c’è politica ambientale, lotta all’inquinamento, né atto alcuno, specialmente in un luogo chiamato SIN, che possa prescindere dallo studio della salute della popolazione. Puntualmente, dal 2012, questo aspetto si proclama e poi si abolisce. Quasi un uso venatorio dell’epidemiologia per acquisizione di mezzi, fondi, strumenti, strutture, consensi, attenzioni, richieste di partecipazione per poi far magicamente scomparire il tutto. Come medici dell’Associazione Medici di Famiglia per l’Ambiente di Frosinone e Provincia, indicati nel progetto Appennino Fragile “copromotori e/o partener” e peraltro giustamente definiti “No Profit” in quanto disponibili in maniera assolutamente gratuita e come volontari ad espletare la parte medico-sanitaria, abbiamo assistiti sconsolati alla scomparsa nel corso del convegno di ogni vestigia di quegli aspetti medici epidemiologici, tanto rappresentati ed enfatizzati in corso di partecipazione al Bando. Siamo medici, per noi l’inquinamento è malattia. Ogni lotta, ogni buon proposito a favore dell’ambiente non può prescindere da questa considerazione. E’ nostra convinzione che senza danno alla salute non esista il problema inquinamento. Così come riteniamo impraticabile ed improbabile l’individuazione del danno da inquinanti alle persone con metodiche esclusivamente giuridico-amministrative, quali quelle considerate durante il convegno. Doverosa, quanto necessaria, questa nostra precisazione in merito il progetto Appennino Fragile. Ovvio che ogni percorso che si discosti da un apporto concreto e risolutivo rispetto gli atavici problemi ambientali del nostro territorio, co veda e vedrà distanti ed assenti.” Anna Ammanniti  
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