(di Alessandro Andrelli) Il giro delle “sette chiese” è quello che continua a fare “uno, nessuno e centomila” De Donatis, mendicando senza vergogna “asilo politico” sotto ogni bandiera.
Il gioco inizia nel lontano 2011 quando, per non fare un passo indietro dalla sua candidatura a sindaco, non esita a spaccare il PD sorano, distruggendolo. Andata a monte la “prima chiesa”, senza risultato alcuno, De Donatis si scopre tutto d’un tratto socialista per ottenere un posto alle regionali. Disintegrata anche la “seconda chiesa” perché non ce la fa a diventare onorevole, inventa la favola della piattaforma civica e imbarca chiunque, contro ogni ideologia, per farsi chiamare sindaco. È la sola sceneggiata che gli riesce fino in fondo anche se, politicamente incapace di amministrare la città (è riuscito ad essere peggio del peggio!), entra da subito genuflesso nella “terza chiesa” e svende Sora a Cassino, arrivando ad immolare la Di Ruscio (non ha capito niente… poverina!) alle regionali per portare voti a Ciacciarelli. Contemporaneamente bussa alla “quarta chiesa” per mettersi al fianco di Cippitelli. Fa credere al neo candidato di essere un grande portatore di voti per poi non dargli, molto probabilmente, neanche il suo (quelli degli altri non li ha mai avuti!). Passa quindi alla “quinta chiesa” dove si ripropone al PD e cerca di circuire Pompeo. È il suo turno! Tornato per incanto sulla vecchia via di Damasco con l’obiettivo di far credere a Mosticone che si sta adoperando per una sua candidatura, con meraviglia di chi osserva lo troviamo presente agli incontri e ai colloqui riservati con il Presidente della Provincia. È un maestro nel recitare a soggetto e cerca di mettersi in petto anche lui. Anche in questo caso, però, la chiesa (e siamo alla quinta!!!) non dà frutti perché Mosticone resta a casa. Allora, sic et simpliciter, passa alla “sesta chiesa”. Inizia ad avvicinarsi a Forza Italia e a vedere sempre più assiduamente Gianluca Quadrini. Abracadabra!!! “Uno, nessuno e centomila” De Donatis si ricicla nuovamente, si fa credere e, nonostante, l’interlocutore sia attento e navigato, riesce a mettersi in petto anche lui. Ma non si ferma qui. Mentre è impegnato su questo fronte, fa bingo e conquista la sua “settima chiesa”. Sembra impossibile eppure è vero! Dopo averle fatto una guerra infinita per la traversa sul Liri ed aver sparlato e riso di lei con chiunque, riscopre “amore politico incondizionato” per la D’Orazio. È magia e tutto viene dimenticato, incluso gli apprezzamenti non certo piacevoli che sembra aver fatto in diverse occasioni sulla consigliera. Scoppia l’amicizia perché di fatto deve a lei la sua poltrona da sindaco. Se l’è messa in petto e glielo fa credere. La D’Orazio, lusingata e onorata da tanta galanteria, ci cade con tutte le scarpe e si presta. Si ricrederà!!! È solo questione di tempo perché alla prima occasione favorevole farà fuori anche lei. È un classico! Nel frattempo, per mantenere gli equilibri, da abile burattinaio, sembra preso a riorganizzare la giunta che, forse, arriverà a perdere tre redditi zero (Paolacci e Gemmiti prossimamente, la signora Taglialatela qualche giorno fa). Impegnato in così tanti magheggi, De Donatis non è interessato alla città perché tempo proprio non c’è. Povera Sora!!! Distrutta nell’anima ed in ginocchio come mai è stata a causa della peggiore maggioranza che si possa ricordare a memoria d’uomo, ritrova il vecchio splendore solo grazie a Diego Catenacci, che coadiuvato da una grande squadra, inventa un nuovo format esplosivo e dona un momento di gloria alla città. La classe non diventa acqua! Questa è la vera Sora, questo è quello che rappresenta i sorani. Resta l’amarezza per una scelta politica totalmente sbagliata, fatta tre anni e mezzo fa. Infinita la condanna e altissimo il prezzo pagato per l’incapacità di una maggioranza inqualificabile. Il 2021 si avvicina! Scelgano i sorani capacità e coerenza, conoscenza e operatività, determinazione ed esperienza. Sora può risorgere ma tanto c’è da lavorare. Chi non è capace, faccia un regalo alla società e resti tranquillamente a casa… ai sorani non serve! Alessandro Andrelli
