ESCLUSIVA Frosinone – Responsabilità sanitaria e Legge Gelli, intervista al padre fondatore della nuova normativa

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Responsabilità, applicazione e deontologia della professione infermieristica. Effetti della Legge 24/17 due anni dopo: Effetti ed update per gli esercenti le Professioni Sanitarie. Questo il tema trattato nel partecipato convegno al Fornaci Cinema Village organizzato dall’Opi Frosinone. Oltre 200 infermieri hanno preso parte all’iniziativa di oggi, sabato 5 ottobre, con l’onorevole Federico Gelli, dal quale prende nome la legge sulla responsabilità professionale. A fare gli onori di casa il presidente dell’Opi Frosinone, il dottor Gennaro Scialò. Abbiamo intervistato l’onorevole Gelli.

Onorevole Gelli, un appuntamento formativo importante, molto partecipato, ma anche una riflessione sulla Legge che porta il suo nome…A due anni dalla sua emanazione la legge sta dando i primi effetti positivi soprattutto in quei territori, in quelle Regioni, dov’è stata applicata attraverso le norme regionali o locali in tutte le sue parti. Possiamo distinguere il livello di applicazione della norma sotto profili giuridici e sotto i profili organizzativi. Sui profili giuridici, ancora oggi c’è un dibattito della giurisprudenza sull’efficacia di alcune parti della norma, ma possiamo dire che in alcuni Tribunali italiani, molto importanti, si sta evidenziando una deflazione del contenzioso. Un maggiore utilizzo delle forme di conciliazione, stragiudiziali alternative al contenzioso legale.  Sotto il profilo organizzativo, alcune Regioni soprattutto del Sud, invece, non hanno ancora emanato direttive o normative regionale. Questo è un peccato perché anche quelle buone pratiche presenti in alcune Aziende sempre del Mezzogiorno non hanno possibilità di diventare strumento a regime per l’intera comunità di quel territorio. Quindi tutta l’azione preventiva prevista dalla legge, purtroppo, in quei territori ancora oggi non ha un’applicazione oggettiva”. La Legge prevede il Garante per il Diritto alla Salute. C’è la piena applicazione? “Il ruolo importante, attivo, svolto dal Garante per il diritto alla salute, individuato nel Difensore Civico Regionale, purtroppo anche qui in alcune Regioni ancora non c’è stata applicazione. Il 60, 70 percento del contenzioso nasce da elementi di incomprensione di scarsa comunicazione di condivisione tra un familiare o il paziente e la struttura sanitaria pubblica. Ebbene il Garante svolge gratuitamente questa funzione. Togliere dal terreno del contenzioso queste situazioni vuol dire sostanzialmente deflazionare il contenzioso del 60, 70 percento”. Siamo a Frosinone, nella Regionale Lazio. Quel è la situazione? “La Regione ha recepito immediatamente le indicazioni della Legge, con attività formative e la nascita del Centro regione del Rischio clinico. Devo dire che la regione Lazio nonostante abbia una peculiarità rispetto ad altre Regioni, non solo perché c’è la Capitale, ma per le tante cliniche e strutture confezionare, la legge sta portando i suoi effetti. Le aziende che hanno adottato il modello previsto dalla Legge hanno visto una deflazione del contenzioso e della medicina difensiva”. Quale può essere il messaggio al di là dell’aspetto giuridico agli Infermieri della Ciociaria? “Innanzitutto bisogna essere partecipi e protagonisti di questo cambiamento perché una legge è importante ma è ancora più importante il cambiamento culturale che c’è dietro a un progetto come questo. La legge individua delle funzioni e delle competenze importante per tutti gli esercenti la funzione sanitaria, fare parte di questa grande scommessa vuol dire creare le condizioni per una migliore sicurezza delle cure per tutti i nostri pazienti e cittadini e nello stesso tempo dare maggiore serenità e tranquillità agli operatori del settore”. Vincenzo Caramadre
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