Anagni – In arrivo 500 km di piste ciclabili, la città dei papi resta … a piedi!

Anna Ammanniti
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Quasi sedici milioni di euro, con i quali la Regione finanzia nel triennio 2019-2021 gli enti locali del Lazio per realizzare infrastrutture ciclabili.  Il bando lanciato lo scorso anno ha avuto un grande successo, oltre 130 progetti arrivati da tutta la regione.

Con questo finanziamento regionale di oltre 500 km di piste ciclabili, Fiuggi annuncia la realizzazione della pista ciclabile più lunga d’Europa, l’infrastruttura unirà la Ciociaria alla capitale, da Fiuggi a Roma; Colleferro dalla Regione Lazio ha ottenuto un milione e mezzo di euro per una mega pista ciclabile; Anagni è rimasta a bocca asciutta classificandosi con il suo progetto al 111^ posto in graduatoria.  Il consigliere di minoranza Nello Di Giulio osserva: “ Sedicimilioni di euro di fondi regionali distribuiti per finanziare 16 progetti di percorsi ciclabili per incrementare la mobilità sostenibile, la valorizzazione ambientale e lo sviluppo turistico ed economico del territorio.  Ulteriori quattromilioni saranno presto destinati a progetti di valore rimasti fuori dalla graduatoria finale. Anagni purtroppo ne è rimasta definitivamente fuori ma, ragionevolmente, questo può anche accadere. Ciò che “Anagni cambia Anagni” ha contestato sin da subito e che continua a rimproverare a questa Giunta comunale è il livello di approssimazione o di inadeguatezza con cui vengono affrontate alcune opportunità essenziali per rimettere in moto la città e tenerla almeno al passo di altri centri similari. L’ordinario buonsenso rende oggi ancor più chiaro quanto fosse insensata la proposta commissionata dall’Amministrazione al tecnico incaricato e pagato, ovviamente, con soldi dei cittadini. Un progetto così insensato nella localizzazione, nei costi e nell’indotto culturale ed economico apre riflessioni sulla capacità di alcuni amministratori di comprendere correttamente gli argomenti di cui trattano.  Allora, anche entrando in tanta leggerezza, vorremmo ricordare a costoro che nella Pubblica Amministrazione non vige l’indifferenza del “si può vincere o si può perdere” perché ogni un treno perso porta via opportunità di sviluppo e di benessere sottratto ai cittadini. Perché quando si impegnano risorse pubbliche per una proposta progettuale su un territorio così ricco di storia, bellezza e cultura come quello di Anagni non è indifferente riscontrare apprezzamento (se non il finanziamento) o essere rilegati -tra 130 partecipanti- al centoundicesimo posto insieme piccoli comuni di cui molti con popolazione al di sotto dei mille abitanti. Seppur scettici sin dal primo momento, scriviamo queste riflessioni a malincuore perché a perdere credibilità non è solo una maggioranza amministrativa ma una città intera. Lo scriviamo perché chiediamo con forza che questa Amministrazione cambi verso, cominciando a recuperare capacità e competenze in luogo delle appartenenze, serietà ed abnegazione amministrativa al posto dei selfie, dei post o delle passerelle da palco. Lo abbiamo già detto, il prossimo bando sulla “Città della Cultura del Lazio 2020”, in scadenza il 7 ottobre, sarà la cartina di tornasole su quanto il Sindaco e gli assessori abbiano fatto tesoro del pessimo servizio reso alla città sul tema della mobilità ciclabile e dello sviluppo turistico ed economico connesso. Lo scorso anno “Anagni cambia Anagni” provò ad avanzare stimoli e proposte, anche con ricorso ad un’interrogazione consiliare rimasta inevasa, ma a volte appare chiaro quanto l’autosufficienza non sia altro che l’altra faccia nella medaglia dell’incompetenza. Il 7 ottobre è  vicino,  i cittadini ed AcA attendono per questa nostra città molto di più.” Anna Ammanniti
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