(di Alessandro Andrelli) Le tenebre che avvolgono Sora da più di un anno hanno assunto negli ultimi giorni una configurazione a pois. L’autoscala è tornata a girare per la città dopo circa dieci mesi di stop, ma per quanto è dato capire sembra stia svolgendo un cambio lampade random.
Passa di qua, si ferma solo di là, corre altrove senza effettuare sostituzioni e fugge via per operare da un’altra parte. Insomma un modo di lavorare che la dice lunga sul gruppo che sta amministrando Sora e che contribuisce a far piombare la città sempre più nel caos. Ci sono tantissime strade, spente da tempo immemore, che vengono completamente tralasciate, zone centrali che
continuano ad essere abbandonate nelle tenebre più profonde e vie periferiche totalmente dimenticate (vedi foto).
Mai vista una cosa del genere. È davvero una vergogna!!!
In questo clima di confusione totale, è facile vedere cittadini che corrono disperati dietro l’autoscala, altri inferociti che strillano per strada, altri ancora, oramai giunti all’esasperazione, che vanno a protestare in Comune. In tanti reclamano la necessità di un intervento e si lamentano perché sembra proprio che le lampadine vengano messe a chi sì e a chi no, senza un criterio apparente. Molti di quelli “dimenticati” aspettano addirittura da un anno e, come al solito, è bagarre!!! C’è chi dice che le lampadine a disposizione sono pochissime (per un equivalente di circa 2mila euro, cioè soltanto quelle comprate con l’ultimo impegno di spesa fatto ad inizio estate) e che naturalmente ci sono cittadini di serie A e di serie B.
Lino Caschera, dopo 43mila euro di forniture e lavori sulla pubblica illuminazione che sembrano spariti nel nulla (leggi qui e leggi qui), è troppo impegnato a promuovere il suo ennesimo passaggio politico per pensare a Sora o per garantire un servizio ai sorani.
La storia mostra che di certo la sua politica non è per la gente o per il territorio, né tantomeno è fatta di ideali, ma si contraddistingue esclusivamente per pensare solo a sé. Dopo essere stato uomo fedelissimo di Enzo Di Stefano ed averlo tradito senza alcuna esitazione pugnalandolo alle spalle (adesso sembrerebbe circuirlo di nuovo e voler “inciuciare” con lui senza faccia né dignità politica alcuna), si è ritrovato a far parte di Forza Italia ed è entrato nella maggioranza di Ernesto Tersigni. Abbandonato poco dopo anche quest’ultimo (Caschera, Di Carlo e Lecce arrivarono a chiedere l’inverosimile all’allora sindaco Tersigni con ricatti politici che non furono accettati), si imbarca sulla piattaforma civica di De Donatis e scopre di avere un cuore socialista per essere il candidato alle provinciali. A seguito del flop “annunciato”, eccolo “ricicciare” di nuovo in Forza Italia, al fianco di Abbruzzese e di Ciacciarelli, per far candidare la Di Ruscio alle regionali, riempiendola soltanto di false aspettative. Dopo il fallimento, scontato e senza eguali, dell’assessora al sociale, usata soltanto per rubare consensi ai sorani e far vincere l’attuale consigliere regionale, Caschera è l’unico a guadagnarci. Tutto secondo copione. Viene preso nella segreteria regionale di Ciacciarelli e si assicura finalmente un reddito. Così, mentre è impegnato ad aderire a “Cambiamo” (altro non può fare per mantenere lo stipendio!!!), Caschera cerca di far vedere che qualcosa sa fare perché vuole recuperare consensi che sono davvero in caduta libera e quasi non esistono più. C’è chi assicura che sarebbe pronto a tradire immediatamente anche De Donatis, ma che tra gli esponenti di minoranza nessuno lo voglia al suo fianco. Trama, tesse e costruisce in modo politicamente subdolo per cercare di non affogare nel suo stesso operato che parla da sé, come l’asfalto appena realizzato in via Facchini a cui bastano due minuti di pioggia per diventare una grande piscina (vedi foto a destra).
Povera Sora, davvero
povera Sora!!! Soldi bruciati in continuazione senza servizi per i sorani. L’apporto politico come delegato al decoro ed alle manutenzioni ha portato la città nel baratro più profondo e i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
I sorani, infuriati, minacciano denunce e maledicono il giorno che hanno votato De Donatis e tutta la sua squadra. Di fatto la piattaforma civica si è rivelata una scialuppa squassata, affondata a picco in un acquario che neanche esiste più.
Sora esige pulizia e onestà, voglia di fare e trasparenza. Sora vuole capacità e chi ci metta una faccia che abbia dignità e parola. La città deve liberarsi di tutta questa zavorra politica che l’ha portata nel baratro e dimostrare quello che vale. La città vuole risorgere… e il 2021 è vicino!
Alessandro Andrelli
