(di Anna Ammanniti) C’è un via vai di camion (se ne contano circa una cinquantina al giorno) che entrano ed escono da Colle Fagiolara, l’enorme discarica sita nel Comune di Colleferro ma ad un passo dal Monumento Naturale La Selva e dal grandissimo centro di stoccaggio Amazon, a Paliano.
Dalla serie là dove crea la natura, l’uomo distrugge. La discarica, ed è stato più volte annunciato dalle amministrazioni comunali di Colleferro e Paliano, chiuderà finalmente i battenti a fine 2019. C’è però un problema, che si protrae da anni e che rende la vita impossibile: la puzza, i miasmi causati dalle emissioni odorigene. La disgustosa puzza, le esalazioni della monnezza invadono la Palianese, via Fontana Barabba e Colleferro Scalo arrivando fino in centro. Si è aggiunto a questa situazione di disagio, l’enorme quantità di polvere alzata in questi mesi per i lavori di realizzazione del centro di stoccaggio Amazon. Gli odori nauseabondi sono insopportabili e rendono la vita difficile, complice sicuramente il forte caldo di questi giorni, ma per gli abitanti di quelle zone l’aria in alcuni momenti è davvero irrespirabile. La Valle del Sacco intossicata e violentata da decenni non trova pace, considerata come la pattumiera del Lazio subisce da sempre le decisioni di Roma. Il territorio di Colleferro è fortemente martoriato per l’intensa attività industriale, soprattutto chimica che ha determinato un notevole sovraccarico di inquinanti dispersi nel suolo e nelle falde acquifere. La zona in cui si trova la discarica è condizionata dalle masse d’aria che influenzano la dispersione degli inquinanti nell’aria. Nelle sostanze odorigene disperse nell’ambiente si trova l’idrogeno solforato, di cui la quantità annua stimata è 1.01 t/a. Nella discarica di Colle Fagiolara conferiscono giornalmente mille tonnellate di rifiuti provenienti dagli impianti di trattamento meccanico biologico del Lazio. Nata nel 1992 per volere del Commissario Straordinario, alle redini dell’amministrazione dopo lo scioglimento della giunta Colabucci. Nel 1995 il sindaco Moffa, anziché coprire l’invaso in seguito ai lavori di messa in sicurezza della discarica, la rende fruibile per i rifiuti solidi urbani. Nel 1997 la discarica diventa fruibile anche per i comuni limitrofi, con enormi entrate di denaro nelle casse del Comune di Colleferro. Nel 1999 vengono realizzati gli Impianti di Termovalorizzazione come soluzione all’imminente chiusura della discarica di Colle Fagiolara. I termovalorizzatori entrano in funzione nel 2003, ma la discarica è sempre attiva e anzi cresce a dismisura, si trasforma in due enormi colline. Nel 2014 è stracolma e si sospende l’arrivo dei rifiuti, fino al 2016 quando ne viene autorizzata la sopraelevazione. Inizia così di nuovo il tran tran dei mezzi pesanti, anche se nel 2019 assicurano che chiuderà. Ma questa situazione è diventata insostenibile per i cittadini di due città, adesso si tratta di tutelarne la salute! Anna Ammanniti
