Il re degli elefanti era anagnino; maestoso antenato di Dumbo riaffiora dagli scavi a Fontana Ranuccio.
Grazie al lavoro di un gruppo di giovani studiosi dell’Università di Trento, ospiti dell’IsISIPU (Istituto Italiano di Paleontologia Umana) e di BancAnagni, nei giorni scorsi sono venuti alla luce importanti reperti risalenti a circa mezzo milione di anni fa, tra i quali zanne ed ossa di un magnifico esemplare di Paleoloxodon, uno dei più grandi elefanti apparsi sulla terra. Alcune costole del pachiderma fanno veramente impressione; assieme alla zanna lunga oltre tre metri, i reperti ossei fanno del ritrovamento l’ennesima scoperta da Guinness per il sito archeologico della città dei papi. Il sito di Fontana Ranuccio è uno dei più antichi in Italia, ed è noto in tutto il mondo per il ritrovamento di reperti eccezionali che includono alcuni denti appartenenti ad una specie umana molto arcaica, l’Homo Heidelbergensis, che viveva nella regione laziale intorno a 400mila anni fa, ben prima quindi dell’Uomo di Neanderthal. Il sito, rimasto sepolto per quasi mezzo milione di anni, è stato scoperto negli anni ’70 a seguito dei lavori di sfruttamento di una cava di pozzolana. Luciano Bruni scoprì i denti umani, e lo stesso Bruni, assieme al presidente Stefano Grimaldi ed all’esperto Fabio Santaniello è stato impegnato nei giorni scorsi unitamente agli studenti trentini impegnati nel progetto di ricerca. L’iniziativa è realizzata con il contributo della Regione Lazio, Area Servizi Culturali, Promozione della Lettura e Osservatorio della Cultura, legge regionale 42/1997, artt. 13-16, e finanziata da BancAnagni, munifico sponsor dell’IsIPU. Jackal
