Anagni – Nel mese di San Magno impazza il “toto assessore”

Ettore Cesaritti
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Mentre la gran parte degli amministratori gode la frescura della risacca, interrompendo l’abitudine dei politici anagnini che mai avrebbero lasciato la città nel mese di San Magno, impazza il toto assessore.

L’utilizzo del web favorisce contatti e confronti, quanto mai necessari in questo periodo d’incertezza. L’improvvisa scomparsa del segretario generale ha lasciato sgomenti; le annunciate dimissioni del responsabile della Ragioneria, una doccia fredda e inaspettata. Sui perché c’è naturalmente chi ironizza, visto che il rag. Fasani aveva garantito la sua presenza almeno fino al mese di settembre compreso. Conti e contabili a parte, si parla con insistenza di altri numeri. La maggioranza appare granitica, ma l’insoddisfazione serpeggia e potrebbe minare il proseguo della legislatura. Non è un mistero che tra gli assessori e tra gli stessi consiglieri, non dominino affetto e concordia. L’ambizione è necessaria, in politica, se sostenuta da capacità e competenza. Qualche consigliere opera da assessore, e non tutti gradiscono. Qualche assessore delega troppo, idem con patate. La minoranza finge calma piatta, ma non sono rose e fiori. Valeriano Tasca, col rischio di non poter utilizzare il simbolo di Casapound per decisioni nazionali, dovrà gioco forza accasarsi, e difficilmente sceglierà la sinistra. Antonio Necci resta battitore libero, ma pare non aver messo i tappi alle orecchie per arginare il canto delle sirene tricolori. Gianluigi Ferretti potrebbe finalmente sciogliere la riserva, e regalare ad Alfredo Pallone l’accresciuta potenza di Fratelli d’Italia. Il Gruppo, già molto forte, potrebbe richiedere l’assessorato vacante, assegnandolo all’esterno Antonio Di Giulio, ex delegato alla Pubblica Istruzione. Di Giulio sta lavorando assieme all’imprenditore talent scout Domenico Beccidelli al rafforzamento del gruppo che fa capo ad Alfredo Pallone, ed ogni tessera sembrerebbe ben incastrata. I rimanenti tre della minoranza: Sandra Tagliaboschi del PD non avrebbe pruriti contro natura, mentre sia Nello Di Giulio che Fernando Fioramonti potrebbero riservare delle sorprese. Soprattutto Fioramonti, in rotta di collisione col suo M5S. Jackal
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