Ripi – La festa dedicata a San Giacomo, protettore dei combattenti

Anna Ammanniti
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Si svolgeranno giovedì 25 luglio in contrada Ruspo i festeggiamenti in onore di San Giacomo, maggiore apostolo di Gesù, protettore dei pellegrini, dei cavalieri e dei combattenti.

San Giacomo patrono di Spagna, è rappresentato nella iconografia con cappello, bastone e conchiglia. Giacomo assistette con Pietro alla Trasfigurazione, alla resurrezione della figlia di Giairo e alla notte del Getsemani. Egli morì martire nel 42 e la sua popolarità è dovuta alle spoglie, traslate da Gerusalemme in Spagna. Secoli dopo nacquero su di lui leggende e tradizioni, si dice che lui predicò il Vangelo in Spagna e quando il Paese cadde nelle mani degli Arabi, il corpo di San Giacomo (Santiago in spagnolo) venne portato a nord – ovest della Spagna, in Galizia nel luogo denominato Campus Stellae, diventato poi notissimo come Santiago de Compostela. Il “Cammino di Santiago” meta fin dai tempi più antichi, del pellegrinaggio per antonomasia, è Patrimonio dell’ Umanità Unesco. Il culto di San Giacomo è rinnovato e ripreso a Ripi in via Ruspo, in prossimità dei ruderi della antica chiesa rurale, edificata alla fine del 1100, lungo la via francigena, adiacente un luogo di cura per malati in isolamento: lebbrosi e appestati. Tradizione riattivata dieci anni or sono con la costruzione della piccola cappella, presso cui si svolgono le funzioni religiose. Grazie all’impegno degli abitanti della contrada Ruspo, riuniti in comitato, hanno edificato la cappella e curano puntualmente i preparativi per i festeggiamenti. Si tratta principalmente di una festa religiosa che rinnova e rafforza ogni anno la devozione dovuta a San Giacomo. Quest’anno partecipa all’organizzazione il dott. Giavambattista Martino che riporta l’esperienza del cammino di Campostela, da lui percorso a piedi per 800km, con partenza dalla Francia, lungo l’originale tragitto medievale. Il dott. Martino:”Partecipo con piacere ed entusiasmo a questo evento, per il quale mi impegnerò al fine di far conoscere l’importanza e la grandezza della testimonianza di San Giacomo il Maggiore. Al di là della personale devozione all’apostolo, mi piace raccontare che a Ruspo, già nel 1100 era attivo un luogo di cura per i malati più gravi: appestati e lebbrosi, associato a un luogo di culto per San Giacomo. Così come non posso non apprezzare l’impegno, la devozione e lo spirito che anima i componenti del comitato che dieci anni fa hanno recuperato una tradizione religiosa, altrimenti scomparsa. Azioni che vanno enfatizzate, valorizzate e raccontate perché segno di un attivismo non solo religioso, ma culturale e sociale che va ricercato e potenziato sempre. San Giacomo è protettore dei combattenti e per chi combatte per un ambiente vivibile e una sanità dignitosa, la protezione del Santo è condizione irrinunciabile. Un appello alla partecipazione di tutti, per rafforzare in maniera corale il rinnovarsi di una tradizione.Anna Ammanniti
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