I cittadini di Ceprano sono ormai abituati a convivere con un centro storico ridotto quasi ad un cumulo di macerie. Durante la scorsa campagna elettorale, il riconfermato sindaco Marco Galli aveva puntato molto su questo argomento, parlando della necessità di proseguire con il progetto di riqualificazione e di costruzione di alloggi a canone sostenibile. Uno dei cavalli di battaglia del programma di Marco Galli sembra però già essere naufragato. La Soprintendenza, infatti, ha bloccato il progetto e per ora la riqualificazione rimarrà soltanto una semplice speranza.
Nelle ultime ore c’è stata una conferenza stampa nella quale Marco Galli ha spiegato lo stato delle cose al momento, rilanciando però l’azione del Comune anche dal punto di vista dei ricorsi legali che ci saranno nei prossimi mesi. Il sindaco spiega prima di tutto cosa è accaduto: <Non entro nel dettaglio, sarebbe troppo complesso da affrontare, però mi preme sottolineare come, in coincidenza dell’inizio dei lavori, dopo aver svolto una gara europea, quindi, con tutte le autorizzazioni a posto, la Sopraintendenza abbia posto un ulteriore vincolo sull’intero centro storico e quindi, sulla base di questo, abbia espresso parere negativo sul progetto. Tutto ciò senza annullare il precedente parere favorevole (anno 2013), col quale si era andati in gara>. Galli, dunque, non entra nel dettaglio della decisione della Soprintendenza. Entra però nel dettaglio delle conseguenze politiche di questo fatto, conscio del fatto che per la sua Amministrazione sia una boccone molto amaro da ingoiare. E proprio per questo, forse con un eccesso di vittimismo, parla di una popolazione che attende con ansia questo intervento (faremo un servizio su quanto questo intervento possa cambiare, realmente, la vita della comunità!), ipotizza un rischio crolli (e allora perchè non intervenire ora nei casi più gravi!), terminando poi con una ironia difficile da interpretare: <Evito ogni giudizio personale su una vicenda assurda, degna di un Paese oppresso da una burocrazia infinita, ma quello che emerge è la totale mancanza di certezze anche in presenza di un iter corretto, sostenuto da una documentazione assolutamente ineccepibile. Non importa se ci sono scadenze inderogabili, vincoli determinati dall’aver svolto una regolare gara per 3 milioni e 500 mila euro, l’attesa di una intera comunità che, dopo 70 anni, vede realizzarsi degli interventi di recupero del centro storico o che ci sia il rischio di crolli. Qualcuno ha deciso che “non s’ha da fare”>. L’incredulo Galli, dunque, ipotizza un intervento “divino” per tarpare le ali alla sua amministrazione. Ma annuncia comunque battaglia: <Noi andremo avanti in questa inaspettata battaglia perché la comunità ha bisogno di questi lavori e perché riteniamo non ci sia alcun motivo per non effettuarli. Abbiamo iniziato la battaglia legale al TAR, affronteremo l’apposita conferenza con le varie amministrazioni interessate e, in ultimo, non escludiamo il ricorso a ulteriori strumenti finalizzati ad affermare legalità e giustizia>. CAP
