Senza peli sulla lingua. Con il coraggio che da sempre lo contraddistingue, Carmine Di Mambro, primo dei consiglieri non eletti al comune e promotore del ‘registro dei tumori’, interviene sulla vicenda del Rio Pioppeto. Ieri una coltre di schiuma bianca e maleodorante ha invaso il corso d’acqua che attraversa la zona industriale di Cassino e sfocia nel Liri.
“Ci risiamo di nuovo, appena si abbassa il livello di guardia i delinquenti ambientali colpiscono di nuovo. È quello che sta succedendo ancora nel Rio Pioppeto. Qui non si tratta di essere allarmisti o ambientalisti, ma persone rispettose delle regole. Ci vogliono controlli più ferrei da parte degli organi competenti, soprattutto, su quelle aziende già segnalate come non rispettose della legge. Dai primi accertamenti, sembrano che gli sversamenti nel Rio Pioppeto, sia soprattutto sapone industriale. Siccome gli inquirenti, conoscono benissimo le aziende che lavorano nella zona industriale di Cassino, soprattutto quelle già segnalate in passato come possibile causa degli sversamenti avvenuti negli ultimi anni, basta anticipare i tempi e controllare lo stato di filtraggio. Bisogna agire nel più breve tempo possibile e accertati i malfattori. Iniziare a pubblicare i nomi delle aziende che non rispettano le regole di vita, e se dovessero essere recidive, prendere in considerazione anche la chiusura dell’azienda, perché nessuna vita può essere barattata per un posto di lavoro”. Angela Nicoletti
