Nella mattinata di domani, venerdì 21, dalle ore 10:00, presso l’acropoli di Civitavecchia ad Arpino, si terrà un interessante dibattito sul tema “Agricoltura in Comunità, Cooperazione e Persone per lo Sviluppo Rurale”.
Ad accogliere gli ospiti sarà Daniele Del Monaco, Responsabile LegaCOOP del basso Lazio. Interverranno Serena Tarangioli di Crea MIPAAFT, Emiliano Marini di CPOL, Claudio Di Giovannantonio di ARSIAL, Francesco Miccichè di Elp COOP, Paolo Scaramuccia di LegaCOOP, Roberta Pietrobono di ETICAE, Fabio Camilletti di Banca Etica. Chiuderà Placido Putzolu, Presidente Regionale LegaCOOP. Alle ore 13:30 la degustazione dei prodotti tipici delle aziende agricole locali, le quali hanno voluto partecipare all’evento per contribuire a restituire il legittimo valore che rappresenta la coltura. L’argomento essenziale dell’incontro è strettamente legato al tema dell’agricoltura sociale: si parlerà di biodistretti, olivicultura, banca della terra, sviluppo rurale ed empowerment, agricoltura di montagna, cooperative di comunità, custodie del territorio e le risorse che questo offre. Verranno illustrate ed argomentate anche le possibilità che i diversi Enti mettono a disposizione per sostenere il settore: i finanziamenti del bando Coopfond e Legacoop, i progetti della Arsial e dell’Anci, il bando FERS della Regione Lazio e la legge quadro, approvata il 12 giugno dal Consiglio Regionale, sull’Amministrazione Condivisa dei beni comuni. Si ascolteranno anche le Storie dei Contadini. Così Daniele Del Monaco «Domani parleremo di qualità della vita dei nostri territori, con persone esperte e dalla radicata competenza. Un nuovo protagonismo della gente ci chiede di coprogettare il futuro dei territori utilizzando i beni comuni ed i terreni abbandonati: uno strumento possibile per attuare questo processo sono le “Cooperative di Comunità”. Il contadino, continua Del Monaco, rappresenta il primo presidio nella produzione del cibo: sta riguadagnando quel bucolico prestigio che riconosciamo nel contatto con la terra, in saperi antichi, nel calmo fluire scandito dai ritmi naturali della luna e delle stagioni, lontani dal caos e dal cemento. Il prezioso lavoro dei contadini inizia a profilarsi non più come l’“antico “servaggio” ma come una passione, una vocazione. Nello spirito del “fare bene”». Sara Pacitto
