La giornata elettorale è stata una di quelle infinite. Una giornata nella quale si è passati dalla preoccupazione di non farcela alla gioia per la vittoria. Una giornata vissuta al massimo da Marco Galli e da tutta la sua squadra. Quella squadra che è stata sicuramente decisiva per permettere a Galli di conquistare per la seconda volta la poltrona di sindaco di Ceprano, la prima volta nella storia politica della città.
Il voto delle Europee aveva messo paura alla coalizione del sindaco uscente. In mattinata, ascoltato al telefono, Galli ci aveva confidato di essere preoccupato, ma di essere convinto che erano stati tanti coloro che avevano espresso un voto disgiunto, dandogli fiducia nonostante la preferenza europea alla Lega o al M5S. Proprio quello che è avvenuto, con grande merito dello stesso Galli e della sua squadra, che hanno saputo calamitare tanti elettori cepranesi più di quanto siano stati capaci di fare i concorrenti della lista della candidata Serena Viselli. E del resto i numeri parlano chiaro, con oltre 900 voti in più frutto della migliore capacità di parlare al cuore delle persone. Serena Viselli e la sua squadra non hanno evidentemente avuto il tempo e la forza di seminare bene e di far capire che tipo di proposta alternativa alla giunta uscente stessero mettendo in campo. Non c’è stata, soprattutto, la capacità di trovare la quadra della candidatura prima della campagna elettorale, fatto questo che ha influito moltissimo nel momento in cui da una parte si litigava e dall’altra, invece, quella di Galli, si approfittava per mostrare alla cittadinanza ciò che si era stato in grado di realizzare. E’ stato li che il gruppo di centrodestra ha perso le elezioni, quando insomma si doveva dare l’impressione di aver preparato tutto e di essere realmente pronti per salire in comune. I litigi, le candidature presentate e poi ritirate, gli accordi in extremis, hanno orientato in negativo l’elettorato. Un elettorato che non ha invece preso neanche in considerazione la proposta di Giampiero Ottaviani. Del resto 230 voti per un candidato sindaco di una città come Ceprano sono veramente pochissimi e rappresentano soltanto il gruppo legato agli elementi della lista. Per il resto il M5S non è riuscito ad attirare altro elettorato, mostrando ancora una volta i limiti che il Movimento ha palesato in più di una occasione in altre elezioni a livello locale. Questo comunque per i grillini potrebbe essere un nuovo punto di partenza, utile per capire che non può bastare soltanto il proporsi come novità per attirare gli elettori. Gli elettori, più di quanto si possa pensare, sono in grado di capire quanto un candidato sia maturo per affrontare le problematiche della propria città. Quella maturità per salire in comune che i cepranesi, e ce ne sono stati tanti che hanno provato almeno ad ascoltare i pentastellati, non hanno ravvisato nel gruppo guidato da Giampiero Ottaviani. CAP
