(di Anna Ammanniti) Sale la preoccupazione nei residenti di Bersò Rio, la strada che dal centro cittadino, passando per “La passeggiata” conduce in località San Filippo.

L’estate scorsa è stata effettuata una pulizia del fronte collinare a mezzo braccio meccanico. Durante l’operazione
i tronchi degli alberi più grandi sono stati ridotti a mozzoni e non è rimasta abbastanza vegetazione a trattenere il terreno. Le radici degli alberi reggevano le pareti fragili, ma dopo essere state “violentate meccanicamente”, una parte di parete in arenaria è crollata in piena curva. Fortunatamente in quel momento non era di passaggio nessuno. La strada è stata chiusa al traffico per avviare l’intervento in emergenza. È stata chiusa quasi tre mesi, i residenti pensavano che stavano mettendo in sicurezza. Per loro avere la strada chiusa è una grande disagio, per arrivare al centro devono allungare moltissimo. Riaperta la zona alla viabilità però nulla di fatto. Praticamente all’intervento in emergenza non è seguita l’opera di stabilizzazione della scarpata. Dopo sette mesi
la “parete” non è stata messa in sicurezza e questo mette in allarme le persone che quotidianamente transitano il tratto di strada. La strada necessiterebbe di reti di contenimento prima che vengano giù altri massi e colpiscano qualche passante.

La zona è perennemente oggetto di piccoli e medi smottamenti e gli interventi si limitano alla rimozione della terra e degli alberi franati. Parliamo di una parte del territorio anagnino protagonista di un
grave dissesto idrogeologico che non può essere affrontato con opere inadatte! La collina è tutta pericolante, anche sul versante che da sull’ uscita di Anagni verso l’Anticolana, pure lì in autunno ci sono stati altri crolli. Tra costruzioni sul versante sud e “violenza” effettuata meccanicamente sul versante nord,
le pareti devono essere contenute, almeno nei tratti più a rischio, prima che accada l’irrimediabile! Il dissesto idrogeologico interessa anche l’intera area che comprende Cisogna e parte di Monte Marino, ci vorrebbe la pianificazione da parte dell’amministrazione comunale di un intervento con misure di mitigazione del rischio idrogeologico e collaborazione dei cittadini che devono evitare di tagliare i boschi in modo selvaggio e pulire fossi e cunette nei terreni. Se non si agisce presto con la prossima stagione autunnale e invernale la parete scivola tutta giù. Secondo il parere degli esperti, la parete dopo essere stata rimossa la piccola frana, doveva essere rinsaldata con una rete o con delle geostuoie, ossia dei teli biodegradabili su cui sono spalmati semi di essenze erbacee che rinverdiscono rapidamente la scarpata limitando l’erosione.
Il lavoro andrebbe completato al più presto, perché il versante di argille, marne e terreno vegetale è
continuamente eroso dalle precipitazioni meteorologhe e per evitare il reiterarsi del fenomeno andrebbero gli interventi di mitigazione dell’erosione.
Anna Ammanniti