Parenti serpenti, recita un vecchio proverbio. Mai detto fu più azzeccato per una ragazza straniera di 30 anni che ha sposato un operaio di Ceccano suo coetaneo.
La giovane infatti non era mai stata vista di buon occhio dalla suocera che non perdeva occasione per metterla in cattiva luce. Il figlio tra l’altro, subito dopo il matrimonio era andato ad abitare proprio nella casa adiacente ai genitori. E quindi non c’era giorno in cui le due non avessero a che dire. A questo da aggiungere che anche il suocero ed il cognato, fratello del marito, si erano coalizzati contro quella ragazza che proveniva dall’America Latina. Il cognato addirittura una volta l’aveva minacciata di infilzarla con una forchetta. Una situazione che è degenerata al punto che una volta la trentenne era stata aggredita con pugni e schiaffi da tutti e tre. A causa di quella aggressione fisica la donna era dovuta ricorrere alle cure ospedaliere. I medici avevano stilato una prognosi di dieci giorni. A seguito della denuncia presentata erano state avviate le indagini. Tutti e tre i parenti sono finiti sotto processo per il reato di lesioni. La suocera deve rispondere anche di tentato avvelenamento del cane della nuora perché le avrebbe dato del cibo contenente lumachicida del tipo Metaldeide cagionando all’animale lesioni da avvelenamento così come certificato rilasciato da una clinica veterinaria di Frosinone. La vittima delle percosse ed il marito si sono costituiti parte civile tramite l’avvocato Luca Solli. Per la cronaca va detto che i tre imputati hanno presentato una controdenuncia nei confronti della straniera per il reato di minacce. A loro dire li avrebbe minacciati di morte Per questo motivo anche la straniera è stata rinviata a giudizio. Marina Mingarelli
