(di Anna Ammanniti) L’Italia è libera da 74 anni, il 25 aprile è un giorno speciale; la Festa nazionale del 25 aprile ricorda a chi lo ha vissuto e a noi, il giorno in cui, nel 1945, Milano venne liberata dai nazisti e dai fascisti. Il 25 aprile rappresenta il nuovo inizio dell’Italia democratica, libera e repubblicana, la radice della nostra democrazia.

Oggi si festeggia la liberazione dell’Italia dal regime fascista e si ricorda la fine dell’occupazione tedesca, un periodo che seminò
dolore e morte uccidendo migliaia di innocenti. Italiani e tedeschi torturavano e arrestavano e l’introduzione delle leggi razziali fece sprofondare l’umanità in uno dei momenti più bui della storia. Ma ad un certo punto si comprese che l’unione sarebbe stata la
forza per ribellarsi! Si unirono in quella che fu La Resistenza italiana, composta da donne, bambini, uomini, tutti pronti a dare la vita per liberarsi dalle catene del fascismo! La vera arma che sconfisse i fascisti fu la
dignità, il coraggio e la solidarietà, distrusse il nemico e portò la libertà!
La Festa della Liberazione, nel corso degli anni si è trasformata in un derby tra partigiani e fascisti, tra “quelli” della Resistenza e gli invasori. Basterebbe aprire un libro di storia, leggere e studiare per trarre
autonomamente le proprie conclusioni. Senza miti, né leggende, senza i “sentito dire”, leggere i racconti di chi ha vissuto quei momenti per capire dove sta la verità. Oggi si può fare, ci si può informare, studiare ed esprimere la propria idea, la propria opinione, si può fare …
perché SIAMO LIBERI. Si può avere idee, giuste o sbagliate, ma l’importante è avere la possibilità di esprimerla; la sottomissione, l’oppressione, la soggezione sono state bannate dalla democrazia. Ho chiesto a un alunno di terza media che ha appena studiato la Seconda Guerra Mondiale, cosa ne pensa di quello che ha appreso. La risposta innocente di un adolescente:
“In quel periodo c’era la dittatura e non si era liberi di fare ciò che si voleva, invece io vivo nella democrazia e ora ognuno ha la proprie idee e la libertà di esprimerle.”
UN PO’ DI STORIA PER NON DIMENTICARE. Dopo le elezioni del 1924 e l’assassinio di Giacomo Matteotti, venne organizzato lo stato totalitario: furono sciolte le opposizioni, espulsi dalla Camera i deputati antifascisti, vietato lo sciopero, messi al bando i sindacati. Venne approvata una nuova legge elettorale che prevedeva un’unica lista governativa; fu introdotta la pena di morte e istituito il Tribunale speciale per la difesa dello stato, incaricato di reprimere ogni forma di dissenso, il fascismo guidato da Benito Mussolini,
faceva il suo ingresso ufficiale nella vita degli italiani.
Iniziò il periodo che portò alla Seconda Guerra Mondiale, non sto qui a ricordare i morti, la distruzione, l’orrore e il dolore della guerra, oggi è un giorno di festa e ricordiamo solo quel momento che diede inizio alla LUCE, al nuovo Risorgimento, così definito dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, quell’istante che
spazzò via il terrore della morte. L’azione della Resistenza fu coordinata dai Comitati di Liberazione Nazionali nel 1943 mentre il Re e Badoglio fuggivano. Tantissimi italiani (donne, uomini e bambini) dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 decisero di lasciare le loro case o disertarono l’esercito per unirsi alla causa partigiana e contrastare l’occupazione nazista dell’Italia e il Governo fascista.

Era il 25 aprile del 1945 quando
Milano fu liberata dall’occupazione nazifascista, il 29 aprile, venne firmata la Resa di Caserta, il documento che attestò la fine della Seconda Guerra Mondiale. Il 25 aprile del 1945 Il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia deliberò un ordine di insurrezione generale nei territori ancora schiacciati dall’occupazione, lanciò per radio e diffuse sui quotidiani il proclama agli occupanti:
“Arrendersi o perire”. Sei giorni dopo, il piano coordinato dei partigiani portò alla liberazione dei maggiori capoluoghi del Nord: Milano e Torino. La stessa sera del 25 aprile Benito Mussolini tentò di fuggire da Milano, travestito da soldato tedesco, ma due giorni dopo fu catturato dalla 52esima Brigata Garibaldi all’uscita di Musso, a un chilometro da Dongo, sul lago di Como, dove fu processato e fucilato il 28 aprile.
Il 25 aprile cominciò il ritiro di fascisti e nazisti da Milano e Torino. Il 25 aprile la resistenza italiana, che poteva ormai contare più di 200 mila uomini, scatenò l’insurrezione nazionale contro i tedeschi. TUTTI UNITI PER LA LIBERTÀ! Difendiamo la libertà, non lasciamo che più nessuno ce ne privi e difendiamo quelli più deboli, facciamo in modo che la storia e il passato siano il punto di partenza per tenere viva la memoria dei nostri nonni, il loro coraggio e non dimentichiamo mai che hanno dato la loro vita per la nostra.
Anna Ammanniti