Le voci, sempre più insistenti, di un imminente “insediamento” di circa 15 extracomunitari presso alcuni appartamenti nel pieno centro storico di Arpino sono giunte anche all’orecchio di CasaPound Italia. I militanti della tartaruga frecciata hanno raccolto già diverse rimostranze, esternate dai residenti in Terra di Cicerone, che questa volta obiettano ed intendono ostacolare in maniera determinata una nuova “invasione”.
Così il comunicato di CasaPound Italia «Ci hanno riferito che ad Arpino potrebbe aprire un nuovo centro di accoglienza che dovrebbe ospitare circa 15 immigrati. Da quello che sappiamo, dovrebbero essere collocati in due appartamenti situati nei pressi della piazza principale. Ovviamente noi consideriamo questa scelta inaccettabile e scellerata, visto che, come già detto più volte, la convivenza tra italiani ed extracomunitari si è dimostrata molte volte impossibile. Se questa cosa fosse confermata, ovviamente saremo costretti a mobilitarci per impedire questa apertura, facilitata da chi, mettendo a disposizione le strutture, pensa bene di ingrassare le proprie tasche sfruttando quella che è, a tutti gli effetti, una nuova tratta degli schiavi. Noi dal canto continueremo ad opporci all’apertura di questi centri di accoglienza e proprio per questo stiamo valutando l’ipotesi di organizzare un sit-in di protesta ad Arpino». La scorsa settimana un’altra azione forte dei militanti CP: uno striscione affisso lungo il viale Belvedere, luogo di ritrovo per decine di immigrati, che recitava la scritta “BASTA FINTI PROFUGHI”, accompagnato da un messaggio di palese contestazione nei confronti della politica locale «Ad Arpino maggioranza ed opposizione non fanno nulla per combattere il fenomeno dell’immigrazione, che sta dando alla città un immagine poco lusinghiera. E’ inaccettabile lo spettacolo che gli abitanti della Città di Cicerone si trovano davanti gli occhi tutti i giorni, ovvero una banda di persone che è solita sostare lungo le panchine con la birra in mano e senza fare nulla di utile per il paese. Molti degli immigrati, inoltre, vengono utilizzati per lo svolgimento di lavori, remunerati con due soldi e privi di ogni legalità. Noi diciamo basta al business dell’immigrazione ed a tutte le logiche conseguenze di un fenomeno che, in una città come Arpino, è senza controllo». Un’espressione lampante che aveva sollevato particolare attenzione e parecchio compiacimento. I cittadini arpinati vogliono avere voce sulle “accoglienze” di casa e chiedono appoggio in tal senso: la disponibilità del gruppo CasaPound Italia, fortemente cercato, è già una risposta concreta. SaP
