“Vattene a casa, altrimenti demoliamo te!” E’ solo una delle frasi minatorie ricevute da Andrea Gennai, attuale responsabile dell’Ufficio tecnico del Parco nazionale d’Abruzzo, accompagnate da una testa di agnello scuoiata e ancora sanguinante.
Il grave episodio è avvenuto lo scorso lunedì, ma non si è trattato di un Pesce d’Aprile, bensì di un chiaro e macabro messaggio che fa riferimento alle attività di repressione di abusi edilizi messi in atto dall’Ente Parco e curati direttamente da Gennai. L’azione intrapresa non è affatto piaciuta “ai soliti ignoti” che hanno risposto con un gesto in stile mafioso che ha colpito l’intera comunità del Parco, nonché quella di San Rossone (Pisa), dopo il tecnico ricopriva la carica di Direttore del Parco. Dopo i rilievi effettuati dai Carabinieri operanti, le indagini proseguono in maniera serrata. Massima solidarietà da parte delle varie Associazioni ambientaliste e dalla Wilderness. ” Nel Parco d’Abruzzo ha fatto scalpore questa pesante anonima minaccia – sottolinea in una nota il Segretario Generale Franco Zunino -. L’AIW, che pure da anni rivolge spesso critiche alla gestione del Parco, esprime tutta la solidarietà alla persona che si è voluto colpire e che evidentemente altro non avrà fatto altro che applicare le leggi esistenti, cosa che, si dice, avrebbe comportato l’abbattimento di opere abusive. Non è con queste minacce che si devono criticare le vessazioni che spesso nei Parchi subiscono i cittadini locali, ma battendosi per far cambiare la legge affinché i diritti degli abitanti locali non siano lesi in alcun modo”. Caterina Paglia
