Con il nome di un 17enne deceduto lo scorso gennaio a causa di un incidente avvenuto a Roma, è stato ribattezzato “Edoardo” l’ultimo emendamento inserito nel Codice della Strada che prescrive il divieto per i neopatentati di guidare con più di un passeggero a bordo nelle ore notturne, dalla mezzanotte alle 05:00 del mattino.
L’obiettivo è quello di limitare le distrazioni e gli incidenti stradali che ne conseguono, vere e proprie stragi, soprattutto nel fine settimana. Solamente in quest’ultimo weekend sono stati 42 i decessi causati dai sinistri su strada, in molti casi giovani nella fascia di età compresa tra i 18 ed i 24 anni. L’emendamento è stato sottoposto all’attenzione dell’VIII Commissione Senato lo scorso 5 luglio da Giulia Barillaro, mamma del giovane studente liceale Edoardo Divino, il quale ha perso la vita all’ospedale Sant’Eugenio di Roma, dove era stato trasportato in condizioni disperate in quanto coinvolto in un incidente stradale: alle 02:00 della notte in zona Fonte Ostiense, l’auto in cui viaggiava Edoardo con altri quattro suoi amici, tutti giovanissimi, una Fiat Panda condotta da un 18enne che ha perso il controllo del veicolo, ha urtato violentemente contro un palo, poi carambolata contro un albero per terminare la corsa ribaltandosi. Con mamma Giulia erano presenti un amico di Edoardo e Francesco Spanò, direttore del personale dell’Università Luiss, il quale ha aggiunto «Ai nostri ragazzi non bastano la famiglia o la Scuola Guida, serve lo Stato». L’emendamento “Edoardo” andrebbe ad inserirsi nell’articolo 186-Ter del Codice della Strada, subito dopo il 186-Bis che sanziona la “guida sotto influenza dell’alcol per conducenti di età inferiore a 21 anni, per neopatentati e per chi esercita professionalmentneopate l’attività di trasporto di persone o cose”. La proposta prevede che la norma venga applicata a tutti i neopatentati, indipendentemente da quando abbiano conseguito il documento di guida. La pena prevista per il trasgressori è un’ammenda che va dagli 800 ai 3.200euro e l’arresto da 6 mesi ad un anno. Sara Pacitto
