Rigenerazione urbana e cartelle ‘Cosap’, dopo il nulla di fatto in Consiglio ieri, il Comune convoca l’assise in seconda chiamata per domani per tentare di deliberare sulle importanti questioni che hanno portato le minoranze ad abbandonare l’aula mercoledì sera nell’intento, riuscito, di far venir meno il numero legale a causa della ostilità della maggioranza nel dibattito. Le opposizioni: “Diserteremo l’aula e speriamo che altri aderiscano per tutelare se stessi e la città”
La Regione Lazio ha intimato a febbraio scorso l’amministrazione, con una diffida, ad annullare provvedimento ritenuto contrario alla legge, nazionale e regionale, in materia urbanistica in più di qualche passaggio. La giunta ed il sindaco in primis vogliono tirare dritto sulla strada intrapresa forti delle proprie motivazioni e questo ha fatto levare gli scudi alle minoranze che in un primo momento, nei mesi di discussione del provvedimento nel 2018, si erano anche dette positive sullo strumento della Rigenerazione ravvisando, solo dopo le critiche della Regione, molti profili di illegittimità che ne hanno cambiato totalmente l’opinione sul tema. E’ così che le minoranze avevano chiesto la convocazione di un’apposita Assise per votare a favore dell’annullamento della delibera e della redazione ex novo di un regolamento più conforme alle norme, cosa non accettata dalla maggioranza che ieri si è opposta addirittura a mandare al voto la questione, adducendo come motivazione la mancanza del parere del responsabile di settore assente per motivi personali in questi giorni. “Non parteciperemo alla seduta del Consiglio comunale di venerdì e ci auguriamo che altri consiglieri si aggiungano a noi per impedire l’approvazione di due delibere dannose per la nostra città, lesive dei suoi interessi, foriere di nuovi contenziosi istituzionali con la Regione Lazio, ed espressive di una conduzione urbanistica dell’amministrazione comunale di Alatri che sfugge ormai senza appello a ogni logica di buon senso, di buon governo, di certezza del diritto e degli atti amministrativi. Ieri la maggioranza del Consiglio, nascondendosi dietro la formale mancanza del parere di rito del funzionario competente ha evitato la votazione sulla nostra proposta di delibera per l’annullamento della deliberazione sulla rigenerazione urbana dello scorso 20 novembre e ha deciso perciò di non tenere conto della diffida della Regione che questo annullamento aveva richiesto per le numerose violazioni di legge in quel testo contenute. Questa decisione non porterà nulla di buono, potrebbe perfino preludere a un intervento di annullamento disposto dalla Regione stessa che prolungherà all’infinito lo stato di incertezza e sostanziale immobilismo in un settore, come quello edilizio e urbanistico, che ha invece bisogno di ripartire grazie all’impulso di provvedimenti seri, affidabili, non contestabili”. Ma c’è di più. Ad alimentare le polemiche sono arrivate due nuove proposte di delibera della maggioranza in cui, nella prima si dettano delle “linee guida” interpretative del Regolamento approvato tre mesi fa nel tentativo di rispondere ad alcune delle contestazioni fatte al documento approvato a novembre; nell’altra in cui si norma la cosiddetta “monetizzazione” degli standard urbanistici ovvero il pagamento da parte del cittadino o della società che chiede il permesso al Comune per sopperire alla mancanza di determinati requisiti, pratica, questa, ritenuta poco consona ad un piano di “rigenerazione urbana” che secondo la Regione “ne impone un uso assai limitato e motivato” mentre il comune nel proprio regolamento l’avrebbe estesa a quasi tutto il territorio. “Se queste due improvvisate delibere passassero- affermano i consiglieri Tarquini, Pavia, Addesse, Borrelli, Graziani, Iannarilli, Costantini- verrebbe assestato un colpo mortale alle prospettive di risanamento del nostro territorio, alle attese dei suoi cittadini di oggi e di domani, alla possibilità di una ripresa dell’attività produttiva ed edilizia che per i suoi investimenti ha bisogno delle certezze che queste due delibere farsa compromettono definitivamente“. Nulla di fatto, mercoledì sera, anche per la questione delle cartelle Cosap e Imposta sulla Pubblicità che le opposizioni chiedevano fossero annullate, in quanto la maggioranza ha respinto la richiesta di votazione per vizi formali e temporali nella richiesta delle minoranze. A.T.
