Ecco l’intervento del rappresentante del personale tecnico-amministrativo e bibliotecario, Francesco Cuzzi.
Signor Presidente della Repubblica, Magnifici Rettori, Autorità religiose, civili e militari, Direttore Generale, Docenti, studentesse e studenti, gentili ospiti sono lieto e onorato di porgere a tutti voi il saluto del personale Tecnico Amministrativo e Bibliotecario all’inaugurazione dell’Anno Accademico dell’Università degli studi di Cassino e del Lazio Meridionale, quarantesimo dalla sua fondazione. L’Università italiana vive oggi un periodo di profondi cambiamenti che inducono gli Atenei alla ricerca di un rinnovamento e di tecniche moderne per continuare ad essere il propulsore della crescita economica, sociale e politica del nostro paese. Senz’altro fondamentali in quest’ottica sono la collaborazione, i buoni rapporti e le sinergie con gli Enti Locali ed Istituzionali, dal momento che il bene dell’Università è il bene dell’intera Regione. Il nostro Ateneo, con le sue importanti attività di internazionalizzazione e con il suo Campus popolato da studenti provenienti in larga parte da paesi asiatici ed africani, dimostra nei fatti come sia possibile ed importante attuare azioni di integrazione ed apertura anche attraverso la didattica e la ricerca universitaria. Qualità della ricerca e della didattica, servizi agli studenti, la necessità di uno stretto rapporto con le imprese del territorio come l’implementazione e l’incremento di relazioni che consentano alle istituzioni universitarie di comprendere le esigenze del mercato per adeguare la propria offerta formativa, sono solo alcuni degli obiettivi a cui tende il nostro Ateneo. Impegni ambiziosi per i quali risulta indispensabile l’apporto ed il ruolo del Personale Tecnico Amministrativo e Bibliotecario, che sarebbe riduttivo considerare semplicemente come un costo di funzionamento o una cornice all’attività didattica e di ricerca, ma che deve essere gestito e valorizzato come capitale umano con il suo bagaglio di competenze, necessario ed essenziale per raggiungere nuovi traguardi. A questo proposito ci rivolgiamo al Magnifico Rettore ed alla governance d’Ateneo perché sappiano agire, utilizzando gli strumenti necessari, per dare al Personale Tecnico Amministrativo e Bibliotecario motivazione, orgoglio e senso di appartenenza all’Istituzione in cui lavorano. Nessun progresso sarà possibile senza l’attenzione verso i lavoratori che devono essere coscienti degli obiettivi, valorizzati e formati con le competenze necessarie allo sviluppo del sistema Università. In questo momento storico di mancanza di risorse e con un impianto normativo sempre più complesso, quello che il personale si aspetta è un grande impegno da parte della nostra Università, un’attenzione al benessere lavorativo che riesca a garantire un ambiente dinamico e meritocratico. Il nostro Ateneo ha personale T/A preparato, così come riscontrato anche dall’ANVUR che ci ha fatto visita nel 2017; infatti tanti colleghe e colleghi posseggono un titolo di studio superiore a quello necessario per l’ingresso alla categoria di appartenenza e, alcuni, arrivano a fare anche pubblicazioni scientifiche. Molto spesso sono state utilizzate risorse interne per migliorare la qualità dei servizi resi dall’Ateneo. Ogni anno si cerca di fare sempre di più, ma purtroppo l’anno seguente veniamo ripagati con la puntuale riduzione del Fondo di finanziamento Ordinario. Tutto ciò, nella quasi totale assenza di premialità, con un potere d’acquisto ridimensionato rispetto al periodo ante-crisi e con il contratto, rinnovato dopo un decennio, attualmente già scaduto. Il Personale Tecnico Amministrativo e Bibliotecario auspica una prossima programmazione, che consenta il recupero delle unità in quiescenza e l’avvio di procedure concorsuali verticali riservate agli interni, al fine di dare una possibilità di carriera ai meritevoli. Auspica, altresì, una rimodulazione dell’offerta formativa sulla base dei numerosi trasferimenti del Personale Docente avvenuti in seguito ad uno specifico emendamento, che consenta a questo Ateneo di continuare ad essere competitivo e in grado di offrire agli studenti la migliore scelta possibile. L’Università è un bene comune e, come tale, è interesse di tutti farla crescere e prosperare. Attraverso il Presidente della Repubblica che ci onora della sua presenza, chiediamo allo Stato di investire di più nell’Università e nella Ricerca e, alla nostra Regione, di continuare a credere in noi, aiutandoci a favorire lo sviluppo del nostro Ateneo. Per concludere, auguro a tutti un buon lavoro e un buon Anno Accademico.
