Arpino – Chi vuole accendere la luce e chi intende tenerla spenta

Francesca Merolle
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Con i tempi che corrono è inverosimile che un Ente abbia a disposizione i soldi per realizzare un intervento sul territorio e non lo faccia. Un finanziamento favorito della XV Comunità Montana “Valle del Liri” già dal 2017 per implementare la pubblica illuminazione in località San Sosio e Bove, dove sono stati individuati dei tratti di strada particolarmente pericolosi, e non ancora concretizzato per il mancato beneplacito dell’ Amministrazione Comunale arpinate.

«Cosa aspetta il sindaco Rea?», si chiede il presidente della Comunità Montana Gianluca Quadrini, che torna a sollecitare per la terza volta i “gestori” del paese di Arpino affinché si adoperino a rilasciare le convalide essenziali a far iniziare i lavori di installazione di questi sospirati punti luce, essenziali per l’ incolumità dei cittadini. «Dal Comune non è pervenuta nessuna comunicazione circa la realizzazione dell’ intervento, chiarisce Quadrini; dopo tre anni, ancora non abbiamo ottenuto alcuna risposta in merito, tantomeno riguardo ad eventuali motivi ostativi al compimento dell’opera. Abbiamo deciso, come Ente Montano di area vasta, di finanziare un piano di illuminazione destinato alle località di San Sosio e Bove, al fine di garantire la sicurezza in alcuni punti particolarmente critici. Nonostante il nostro impegno volto al bene del paese, rincara Quadrini, l’Amministrazione Comunale guidata dal sindaco Rea ancora nicchia a tale proposta perdendo un’importante opportunità. Quando si amministra un territorio la priorità va assolutamente data ai cittadini ed alla loro incolumità, indipendentemente dalle ideologie politiche o dai ruoli istituzionale ricoperti. Conosciamo bene i rischi di quei tratti stradali, conclude Quadrini, per i quali i residenti hanno spesso reclamato la necessità di rendere più sicura la viabilità». È difficile non pensare ad un atteggiamento ostruttivo da parte dell’ Amministrazione arpinate rispetto alla vicenda: sul comprensorio si realizza molto poco per la mancanza di soldi nelle casse comunali ed in questo caso, che il denaro c’ è, messo a disposizione da oltre 3 anni, i “governanti” non facilitano l’intervento e tardano a consentire l’ avvio dei lavori. Sara Pacitto
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