Oggi, 31 gennaio, la chiesa festeggia San Francesco Saverio Maria Bianchi, il Santo di Arpino, che aveva il dono della profezia e delle visioni. Nato il 2 dicembre 1743, cresciuto nella sua casa in pieno centro storico, dove ancora oggi esiste una cappella a lui dedicata in cui, pare, il Santo era solito recitare le proprie orazioni.
Educato dalla famiglia alla carità cristiana ed alla benevolenza nei confronti del prossimo, soprattutto degli ammalati, Francesco entrò nell’ordine dei Barnabiti, di Arpino, nel 1762. L’ anno successivo prese i voti. Trasferitosi a Napoli, nei primi anni dell ‘800 un terribile terremoto distrusse il paese facendo solo 3 vittime: qualcuno gridò al miracolo dicendo che a Porta Nuova c’era un Santo che aveva predetto la calamità e protetto i napoletani con la sua preghiera. Nel 1804, dopo anni di inattività, si svegliò il Vesuvio: la lava abbondante si dirigeva minacciosa verso Torre del Greco. Francesco, che abitava in quella zona, dal terrazzo della sua abitazione iniziò a pregare e, imponendo le mani verso il magma gli ordinò in nome di Dio di arrestare la sua discesa. La lava, incredibilmente, si fermò. Il miracolo si tipetè in altre due distinte occasioni, sempre testimoniate dai fedeli presenti. Per questi episodi gli venne attribuito l’appellativo di “Apostolo di Napoli”. Francesco morì alle ore 5:00 del mattino del 31 gennaio 1815. Beatificato da Papa Leone XVIII il 22 gennaio 1893 e Canonizzato da Papa Pio VII il 21 ottobre 1951. Le spoglie di San Francesco Saverio Maria Bianchi sono tornate ad Arpino nel 1952, dopo 137 anni dalla sua morte, e nel più recente 2001 quando il reliquiario è stato portato in processione per le vie del paese ed anche dentro la casa natale. A seguito di questo straordinario evento, in diverse occasioni coincidenti con i festeggiamenti del Santo, le scolaresche di Arpino ed i Padri Barnabiti venuti da Napoli sono stati ospitati a visitare la cappella a lui dedicata.
