Anagni – La coalizione, il sindaco e il quinto assessore, chi sarà e quali deleghe avrà?

Anna Ammanniti
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(di Anna Ammanniti) Quasi sicuramente, lo danno al 90%, l’assessore che andrà a sostituire Simone Pace, sarà Enzo Ciprani del suo stesso gruppo politico.

Sono esattamente due settimane che Simone Pace, ex assessore ai Lavori Pubblici, Edilizia scolastica, Project financing, Industria, Reti infrastrutturali e Rapporti con il gestore idrico integrato, si è dimesso e ancora non sono state affidate le sue deleghe.  In città ci si chiede quale è il problema, se è il nome del politico che andrà a sostituire Pace o le deleghe da dare? Chi sostituirà l’assessore dimissionario si riprenderà le sue deleghe o invece sono troppe e troppo importanti e non le vogliono dare a Ciprani? Da indiscrezioni da “salotto” sembrerebbe che la maggioranza stia mandando giù il nome di Ciprani con il Gaviscon, contrari al nome di Ciprani e a tutte le deleghe da affidargli. Sembrerebbe che la maggioranza, dopo aver vagliato diversi nomi,  abbia avanzato la proposta di dare a Ciprani solo la delega “Project financing o qualcos’altro di più blando, le altre deleghe più importanti dovrebbe tenerle il sindaco.  Ma se quelle deleghe erano già di Pace allora non si capisce perché non si vogliano dare anche a Ciprani che è sempre della sua stessa fazione politica. Ricordiamo che il gruppo politico di Simone Pace ha avuto il suo peso già nelle precedenti amministrazioni cadute. Nel secondo governo di Noto furono proprio Enzo Ciprani, Simone Pace e Alfredo Cicconi a sfiduciare il sindaco. Ruolo rilevante anche nell’amministrazione Bassetta, quando in quella “famosa” estate a suon di comunicati, Progetto Anagni di Simone Pace e company rivendicò all’allora sindaco Bassetta, un maggior peso in giunta; da qui la crisi che portò alla caduta del governo. Quindi anche con il sindaco Natalia, qualora Ciprani non ricevesse tutte le deleghe lasciate da Pace, il gruppo chiederebbe maggior peso in giunta? Per l’equilibrio dell’amministrazione non è da sottovalutare ciò che è successo nel passato. Di fatti il sindaco, sempre da “chiacchiere”, sembrerebbe non voler “alleggerire” Ciprani delle deleghe e lasciare le cose come stavano. Nel caso in cui il suo gruppo politico perdesse peso, si rischierebbe ciò che è già successo nei governi precedenti? Il fatto di attendere tutto questo tempo per il nome del quinto assessore avrebbe messo in agitazione la maggioranza, ognuno starebbe a dire la sua e il cerchio non si chiuderebbe. Ma se Ciprani non otterrà il full delle deleghe come reagirà? Anna Ammanniti
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